San Domenico Savio

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Il 6 maggio si ricorda san Domenico Savio. Questa ricorrenza viene festeggiata dalla Diocesi del Piemonte oltre che dalla Famiglia Salesiana. Nel calendario martirologio romano essa cade nel giorno del 9 maggio.

San Domenico Savio nacque il 2 aprile 1842 a San Giovanni di Riva nelle vicinanze di Chieri, in provincia di Torino. La sua famiglia era molto numerosa, il padre Carlo lavorava come fabbro, la madre Brigida Gaiato era un’abile sarta. Domenico Savio era il secondogenito di dieci figli.

Da giovanissimo si trasferì nella frazione di Castelnuovo d’Asti denominata come Morialdo. Purtroppo alcuni fratellini di Domenico Savio muoiono per denutrizione e non avendo un posto idoneo dove crescere. Per questo nel 1853 la sua famiglia decise di spostarsi andando a Mondonio, frazione del comune di Castelnuovo d’Asti.

Domenico in questo luogo conosce don Bosco. Dall’incontro tra i due e dalle discussioni che ne nascono emerge nel giovane Domenico Savio l’intenzione di diventare sacerdote, anche se allo stesso tempo Domenico rivelò di non avere i mezzi per poter studiare.

Questo incontro con Don Bosco si rivelerà fondamentale per Domenico che entrò come allievo nell’oratorio di Valdocco a Torino. Durante tutti gli anni di studio si dimostrò molto rispettoso dei sacramenti, in particolare l’eucarestia e la penitenza, e molto devoto nei confronti dell’Immacolata Concezione.

Quando nel 1856 scoppiò una epidemia di colera a Torino, Don Bosco lo scelse fra i volontari per prestare assistenza agli ammalati e purtroppo Domenico ne venne contagiato: morì il 9 marzo 1857 all’età di soli quattordici anni.

Venne proclamato beato da Pio XII il 5 marzo 1950 e canonizzato il 12 giugno 1954. È invocato come protettore delle gestanti e di tutte le gravidanze a rischio. A Lecce c’è una chiesa dedicata a san Domenico Savio. Diversi sono i miracoli attribuiti all’intercessione del santo dopo la sua morte, in particolare quella di Maria Consuelo Adelantado.

Maria era sedicenne spagnola che nel 1936 cadde giocando a palla e si fratturò il gomito provocandosi anche diverse ulcerazioni dei tessuti. La giovane peggiorava di giorno in giorno finche in sogno gli apparve il Cardinale Giovanni Cagliero, che la esortava a recitare una novena a Domenico Savio. Inizialmente la giovane era scettica ma poiché le sue condizioni peggioravano rapidamente si convinse a recitare la novena: la guarigione avvenne completamente in una notte e il processo canonico che ne seguì la confermò.

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.