San Gabriele dell’Addolorata: la Santità giovane che parla ancora

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San Gabriele dell’Addolorata è uno di quei santi capaci di sorprendere, perché la sua vita è stata brevissima eppure densissima, quasi concentrata come una luce intensa in poco tempo. È un santo giovane, vicino, concreto, e proprio per questo continua a parlare con forza anche oggi: non come un personaggio lontano e “da calendario”, ma come un ragazzo vero che ha preso sul serio il Vangelo, fino in fondo, senza mezze misure.

Nato nel 1838 con il nome di Francesco Possenti, cresce in una famiglia numerosa e attraversa esperienze molto umane: la scuola, gli amici, una certa vivacità di carattere, il desiderio di piacere, la sensibilità tipica dell’adolescenza. Non è un santo “nato santo”, e questo è uno dei dettagli più belli della sua storia: Gabriele non arriva alla fede come chi non ha mai lottato, ma come chi, a un certo punto, sente chiaramente una chiamata e decide di non rimandare. In un tempo in cui molti vivono di rinvii e di “prima o poi”, lui diventa invece il santo del “sì” immediato.

Il cuore della sua spiritualità è tutto raccolto in un nome: dell’Addolorata. Non è un titolo poetico, ma una scelta precisa. Gabriele si lega in modo profondissimo a Maria Addolorata, cioè a Maria nel momento più duro: quello della croce. È un modo fortissimo di vivere la fede cristiana, perché significa scegliere di amare Dio non solo quando tutto va bene, ma anche quando la vita fa male. E qui San Gabriele diventa un maestro silenzioso: insegna che il cristianesimo non è una fuga dalla sofferenza, ma un modo nuovo di attraversarla, con un senso, con una speranza, con una compagnia.

Quando entra tra i Passionisti, cambia nome e diventa Gabriele dell’Addolorata. La sua vita religiosa non è fatta di grandi imprese esteriori, né di viaggi o prediche celebri: è fatta di fedeltà quotidiana, di preghiera, di studio, di piccoli gesti. Eppure proprio lì matura una santità limpida, quella che spesso è la più difficile: non la santità “eroica” vista da tutti, ma quella che si costruisce nel silenzio, nell’obbedienza, nel carattere da purificare, nel sorriso dato quando nessuno lo nota.

La parte più toccante della sua storia è che Gabriele si ammala presto, giovanissimo, e muore di tubercolosi nel 1862, a soli 24 anni. Eppure non vive la malattia con rabbia o disperazione: la vive come un’ultima scuola di amore. Non perché il dolore sia “bello” in sé, ma perché, unito a Cristo, diventa un luogo dove la fede si fa vera. In questo San Gabriele è profondamente attuale: in un mondo che cerca di eliminare ogni fragilità, lui ricorda che la fragilità non è uno scarto, e che Dio non ci abbandona proprio quando ci sentiamo più deboli.

C’è poi un aspetto molto curioso e quasi “moderno” della sua figura: San Gabriele è diventato nel tempo un santo amatissimo dai giovani, dagli studenti, da chi sta cercando la propria strada. Non perché prometta soluzioni facili, ma perché trasmette una cosa rara: la possibilità di essere giovani e santi senza diventare tristi. In lui non c’è rigidità, non c’è pesantezza: c’è una gioia pulita, una libertà interiore che nasce dall’essersi affidato davvero.

Il 27 febbraio non è solo una data sul calendario: è un giorno che ricorda a tutti, specialmente ai più giovani, che la santità non è un lusso per pochi, né un premio per i perfetti. È una strada possibile, anche per chi ha un carattere vivace, per chi è fragile, per chi ha paura, per chi sta crescendo e non si sente “all’altezza”. Lui è il santo che dice, senza tante parole, che Dio chiama adesso, nella vita concreta, e che il segreto non è fare cose straordinarie, ma amare in modo straordinario ciò che ci è affidato.

E forse è proprio per questo che, nonostante la sua vita breve, San Gabriele resta così vivo: perché non ha lasciato un monumento, ma una direzione. Non ha lasciato grandi discorsi, ma una scelta. E la sua scelta, cristianamente, è una delle più belle: stare vicino a Maria ai piedi della croce, per imparare a stare vicino a Cristo, e da lì imparare a vivere davvero.

Autore: Redazione

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