San Paolo di Tarso 25 gennaio

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San Paolo di Tarso, conosciuto come San Paolo è noto anche con il suo primo nome Saulo. È stato uno degli Apostoli, scrittore e teologo cristiano.

Conosciuto anche come l’«apostolo dei Gentili», come venivano chiamati all’epoca i Cristiani. Secondo le informazioni dei testi biblici Paolo era un ebreo ellenizzato, beneficiava della cittadinanza romana. È un Apostolo che non conobbe Gesù perché posteriore al figlio di Dio. Inizialmente osteggiava e perseguitava la Chiesa cristiana, ed i suoi seguaci arrivando a perseguitarla direttamente.

La conversione di Paolo al cristianesimo avvenne mentre si recava da Gerusalemme a Damasco per disporre la repressione contro i cristiani della città. Sul cammino fu avvolto da una luce abbagliante e sentì la voce di Dio che gli diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”. Quella luce divina lo rese cieco e vagabondò per tre giorni a Damasco. Fu portato dal capo della piccola comunità cristiana della città di Anania che si prese cura di lui e lo guarì.

Cominciando la sua missione evangelica si rivolse inizialmente agli ebrei ed in seguito ai “Gentili”. Nelle sue predicazioni si spinse nell’attuale Giordania, in Grecia e nella Turchia. Pur avendo un grande successo come predicatore, le inimicizie cominciarono proprio con alcuni ex ebrei convertiti in cristiani che volevano imporre la circoncisione.

Dagli ebrei fu fatto incarcerare a Gerusalemme perché accusato di turbare l’ordine pubblico. Paolo si appellò al giudizio dell’imperatore dato che era cittadino romano. La sua richiesta venne accolta e venne scortato a Roma. Per alcuni anni fu rinchiuso agli arresti domiciliari, continuando comunque la sua predicazione. Nerone continuò la persecuzione verso i cristiani e Paolo venne decapitato nell’anno 65.

Il contributo di Paolo nell’elaborazione della teologia cristiana è stato fondamentale. Le lettere paoline circoscrivono i fondamenti dottrinali dell’importanza salvifica delle opere e soprattutto delle parole di Gesù, ripercorrendo passione, morte e risurrezione di Cristo.

Paolo prima della sua conversione partecipò indirettamente al martirio di Stefano, attorno al 35, anche se non fu un esecutore materiale, presente in At7,58; 8,1 e successivamente in At22,20. Dopo questo episodio prese parte alla persecuzione dei cristiani.

Come per altri importanti personaggi del Nuovo Testamento il culto cristiano ha elaborato molteplici leggende e testi apocrifi attinenti alla figura di Paolo.

Molti sono i manoscritti giunti fino ai giorni nostri, degli Atti di Paolo dove sono narrati numerosi discorsi e miracoli, tra i quali guarigioni, esorcismi, risurrezioni. Questi racconti sono ambientati nei luoghi visitati da Paolo durante i suoi viaggi: in oriente verso Sidone con il crollo del tempio, ad Efeso dove viene inscenato un processo contro di lui presso il governatore e ancora a Gerico per il battesimo di un leone.

Le opere di Paolo sono racchiuse nelle tredici lettere del Nuovo Testamento redatte originariamente in lingua greca. La tradizione vuole che siano state datate tra gli anni cinquanta e 60, nel periodo del suo ministero itinerante e durante la prigionia prima a Cesarea ed in seguito a Roma.

In occasione dei festeggiamenti di san Paolo di sabato 25 gennaio, papa Francesco nella Basilica di San Paolo fuori le Mura presiederà alle 17.30 la celebrazione dei secondi Vespri della Solennità della Conversione di san Paolo Apostolo. L’evento è a conclusione della Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani sul tema “Ci trattarono con gentilezza”.

https://www.vaticano.com/turismo/scheda_162_santuario-basilica-di-san-paolo-fuori-le-mura.html

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore, studi specialistici in gestione delle politiche sociali. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni, professore presso l’Istituto Volterra-Elia di Ancona. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.