San Vincenzo di Saragozza

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San Vincenzo di Saragozza martire della chiesa cattolica si festeggia il 22 gennaio. Venerato come santo, secondo la tradizione nacque a Huesca, alle pendici dei Pirenei, in Spagna. Viene indicato come san Vincenzo di Tarragona perché Saragozza si trova nella regione di Tarragona.  

Figlio del console Eutichio e della matrona Enola, di nobile famiglia Vincenzo crebbe con un’ottima educazione. Il padre Valerio lo affidò al vescovo perché si occupasse della sua formazione spirituale e da lui venne nominato arcidiacono.

Nel mentre Diocleziano scatenava la persecuzione contro i cristiani e gli editti distruggevano edifici e libri cristiani. Coloro che ricoprivano cariche pubbliche se dichiaratisi cristiani venivano esautorati dai loro incarichi.

Vincenzo ed il vescovo di Saragozza non abbandonarono i loro incarichi ed il prefetto della provincia spagnola ordinò il loro arresto. Portati a Valencia vennero torturati ed infine uccisi.

A Valencia in loro ricordo venne innalzata una basilica e sotto l’altare principale poste le sue reliquie. Con l’invasione araba le reliquie del Martire vennero portate al sicuro in Portogallo, in una chiesetta fatta appositamente costruire in località del promontorio oggi detto Capo San Vincenzo.

Una leggenda popolare narra che durante il viaggio alcuni uccelli si posarono sulla prua e sulla poppa di tale nave forse a voler proteggere il Santo martire. Arrivato in città, il corpo venne deposto nella chiesa di San Giusto e Santa Rufina ed in seguito trasportato fino alla cattedrale.

San Vincenzo è protettore degli orfani, delle vedove e dei poveri. Vincenzo è il vincente, colui che vince il male, qualunque esso sia. San Vincenzo è anche patrono di Lisbona. Difatti lo stemma della capitale portoghese raffigura la nave che trasportò i resti mortali di san Vincenzo. Il trasporto avvenne dall’Algarve a Lisbona nel 1173.

Nel mondo cattolico San Vincenzo è fra i martiri più conosciuti e venerati nel mondo cattolico e il suo culto, sin dai tempi più remoti, si è tramandato in molti paesi e non solo della Spagna sua patria.  Agostino a questo proposito scriveva: “Qual è oggi la contrada, qual è la provincia dove si estendono l’impero romano e il nome di Cristo che non celebri con gioia l’anniversario del martirio di San Vincenzo“?

San Vincenzo è il patrono dell’Ordine dei Diaconi della diocesi di Bergamo.

Il prefetto Daciano tentò in tutti i modi di piegare la volontà di Valerio e Vincenzo. Visto che i loro corpi non si fiaccavano ordinò alle guardie di adoperare le armi della persuasione.

Una leggenda miracolistica racconta che dopo la morte il prefetto Daciano ordinò che il corpo del martire Vincenzo venisse gettato in un campo deserto e dato in pasto alle fiere. Dio però sarebbe intervenuto mandando un corvo per vigilare e difendere le spoglie del Santo. In un secondo tempo, il prefetto ordinò che il cadavere venisse chiuso in un sacco e gettato in mare, legato ad un grosso sasso in modo da affondarlo velocemente sul fondo.

Nonostante questo il sasso galleggiò e la brezza trasportò le sacre spoglie verso una spiaggia dove sarebbero state raccolte in seguito a una doppia apparizione, ad un cristiano e a una vedova. Lo stesso Santo avrebbe segnalato il luogo dove riposava il suo corpo e dove sarebbero arrivati i fedeli per dargli ossequiata sepoltura.

Oggigiorno le reliquie del Martire sono custodite in molti luoghi. Alcuni vengono attribuiti al diacono di Saragozza, come il corpo custodito ad Acate in Provincia di Ragusa. Reliquie verificate sarebbero oggi  nella Basilica di San Paolo alle Tre Fontane.

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore, studi specialistici in gestione delle politiche sociali. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni, professore presso l’Istituto Volterra-Elia di Ancona. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.