Sant’Agnese protettrice delle vergini

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Una breve vita travagliata quella di santa Agnese che nacque a Roma intorno al 290. Apparteneva alla nobiltà romana.

In giovane età alcuni il figlio del Prefetto di Roma si era innamorato di Agnese senza però essere ricambiato. La giovane Agnese difatti aveva fatto voto di castità e tale scelta l’aveva portata a rifiutare la attenzioni del giovane.

Il Prefetto di Roma saputo del voto che aveva fatto la obbligò alla clausura fra le sacerdotesse, con le quali avrebbe dovuto rendere culto alla dea che proteggeva la città di Roma.

Agnese rifiutò l’imposizione del prefetto, che per ritorsione la minacciò di rinchiuderla in un bordello. Qui il caso vuole che nessun cliente ebbe il coraggio di toccarla, eccetto un uomo che secondo il racconto sarebbe stato accecato da un angelo bianco e che in seguito per intervento della stessa Agnese, Dio gli rese la vista.

Agnese proprio per questo fatto venne accusata di operare la magia. Una volta mandata al rogo per stregoneria le fiamme sotto di lei si divisero senza nemmeno toccare il suo corpo. Miracolosamente una volta al palo i capelli le si allungarono improvvisamente coprendole il nudo corpo.

Di fronte a questo miracolo la folla rimase sbigottita, anche se venne dato l’ordine di ucciderla trafiggendo con la spada la gola. Da qui la ragione che sant’Agnese viene rappresentata con in braccio in agnello, perché questo animale subiva lo stesso destino.

Il suo martirio avvenne durante la persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano all’età di soli 12 anni. Il suo corpo fu sepolto come si usava un tempo nelle catacombe. Il luogo è oggi noto come Catacomba di Sant’Agnese. Contrariamente il suo cranio è mostrato in una cappella nella chiesa di Sant’Agnese in Agone.

Il Culto di santa Agnese

Agnese è molto amata a Roma. Le sono dedicati la chiesa di Sant’Agnese in Agone, in piazza Navona, il luogo presunto del martirio, ed il complesso monumentale di Sant’Agnese che si trova fuori dalle mura. Il complesso monumentale è stato fatto erigere per volere della principessa Costantina, figlia dell’imperatore Costantino I, al di sopra della catacomba nella quale fu sepolto il suo corpo.

In questo luogo ogni anno come da tradizione il 21 gennaio, due agnelli allevati da religiose vengono benedetti e offerti al papa perché dalla loro lana siano tessuti i palli dei patriarchi e dei metropoliti del mondo cattolico.

Sant’Agnese è la patrona e protettrice delle vergini, nonché delle fidanzate, dei giardinieri, dei tricologi e dell’Ordine della Santissima Trinità. Anche l’Almo collegio Capranica, tradizionalmente costruito sul luogo della sua casa natale, la venera come patrona. A l’Aquila la Festa di Sant’Agnese è festeggiata perché patrona delle Malelingue.

Santa Agnese Vergine e Martire che da secoli è la patrona di Sava in Campania il 21 gennaio. I festeggiamenti hanno inizio fin dalla seconda domenica di gennaio, giorno in cui viene venerata la statua della santa.

Nella cittadina la comunità si prepara nove giorni prima con la novena, un’antica preghiera, in preparazione alla festa liturgica ed al termine viene invocato l’antico canto dell’inno alla Vergine. Nei giorni della festa si svolgono varie manifestazioni nella parrocchia.

Quando i festeggiamenti terminano la comunità accompagna la reliquia di S. Agnese lungo le strade attorno alla parrocchia. Dopo il saluto alla santa la riportano in processione la seconda domenica di luglio in occasione dei festeggiamenti in onore di Maria Ss.ma delle Grazie.

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore, studi specialistici in gestione delle politiche sociali. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni, professore presso l’Istituto Volterra-Elia di Ancona. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.