Sant’Angela da Foligno

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Sant’Angela da Foligno nacque in una famiglia di Foligno nel 1248, si sposò giovanissima, trascorse la prima parte della sua vita in maniera selvaggia e adultera. Le colpe morali culminarono in una serie di confessioni peccaminose e di comunioni immorali.

Dopo la morte del marito, dei figli e della madre, all’età di 37 anni, cambiò radicalmente le sue abitudini di vita. Angela venne attirata dalla vita povera e penitente dell’Ordine dei Terziari francescani.

Nel 1285 le apparve San Francesco in sogno e la incitò a percorrere con coraggio la via della perfezione.

Intraprese un pellegrinaggio ad Assisi che doveva segnare un’orma profonda nella sua anima. Durante questo viaggio Angela fece impressionanti ed entusiasmanti esperienze mistiche, di cui fu stupito testimone anche il suo parente e confessore francescano. Da questi fenomeni di esperienze interiori ne derivò il «Libro della beata Angela».

Si convertì tramite una confessione al cappellano del vescovo intorno al 1285. Si spogliò di tutti i suoi averi e professò la Regola del Terz’Ordine francescano. Emise i voti religiosi dedicandosi insieme ad una compagna a un eroico servizio presso malati e lebbrosi.

Entrò nel Terz’ ordine Francescano intorno all’ anno 1291. Sull’esempio di Francesco d’Assisi viveva in penitenza imitando di Gesù Cristo, raccogliendosi in meditazione sulla sua Passione, al pari dell’esempio di Margherita da Cortona.

Angela è una delle prime mistiche italiane e proprio per  verificare le sue esperienze mistiche che cominciò a confidarsi con frate Arnaldo, suo parente e consigliere spirituale.

Il frate scrisse un Memoriale, presentato ad esperti tra quali il cardinale Giacomo Colonna, che l’approvò prima del 1297.

Questo scritto è una sorta di  “autobiografia spirituale“che riporta i trenta passaggi che l’anima compie per raggiungere l’intima comunione con Dio. Un percorso eseguito attraverso la meditazione dei misteri di Cristo, l’Eucaristia, le tentazioni e le penitenze.

Liber di Angela da Foligno

Il Memoriale in questione rappresenta la prima parte di quello che noi conosciamo come il Liber. La seconda parte, curata da numerosi autori, è nota come Instructiones e comprende invece testimonianze religiose di vario tipo tra le quali le lettere che Angela spediva ai suoi figli spirituali.

A loro la beata inviava numerose lettere e per loro redigeva anche le Istruzioni salutifere. I grandi temi erano: la povertà, l’umiltà, la carità, la pace.

Lo sommo bene dell’anima è pace verace e perfetta… Chi vuole dunque perfetto riposo, si studi d’amare Iddio con tutto il cuore, perciò che in tale cuore abita Iddio, il quale solo dà e può la pace dare“.

Beatificata nel 1693 da papa Innocenzo XII, la Chiesa, con la recente canonizzazione da parte di papa Francesco, il 9 ottobre 2013 le attribuisce il titolo di santa e la sua memoria viene celebrata oggi dall’Ordine francescano.

La sua vita terrena si spense il 4 gennaio 1309. Venne sempre venerata con il titolo di Beata e Magistra Theologorum, ovvero Maestra dei Teologi. Titolo acquisito perché attorno a lei si era raccolto un  discreto  gruppo di figli spirituali, tra i quali Ubertino da Casale.

Il suo corpo riposa a Foligno nella chiesa di San Francesco.

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore, studi specialistici in gestione delle politiche sociali. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni, professore presso l’Istituto Volterra-Elia di Ancona. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.