A Castellana Grotte, in Puglia, la devozione a Maria Santissima della Vetrana rappresenta uno dei legami più profondi tra fede, storia e vita comunitaria. La tradizione affonda le radici in un episodio prodigioso: alla fine del XVII secolo, durante la grave epidemia di peste del 1690‑1691, la città attribuì alla protezione della Madonna la salvezza dalla malattia che colpì duramente i territori vicini. La scoperta dell’immagine sacra presso l’antico pozzo chiamato Vetrana e l’intercessione dei frati cappuccini furono interpretate come segno della misericordia divina, e da allora Maria della Vetrana è venerata come madre e protettrice della comunità.
Ogni anno, nel giorno del 12 gennaio, Castellana Grotte celebra questa ricorrenza con la tradizionale Notte delle Fanove: decine di cataste di legna vengono accese nei quartieri della città, simbolo della luce della fede che illumina le tenebre e della protezione della Vergine sui suoi fedeli. Il giorno successivo, l’immagine della Madonna viene portata in processione per le vie del centro storico, accompagnata da canti, preghiere e musiche sacre. La partecipazione dei cittadini trasforma la festa in un momento di profonda comunione, dove devozione religiosa, memoria storica e identità culturale si intrecciano.
L’attaccamento alla Madonna della Vetrana non si limita a gennaio: un altro momento solenne si celebra nella Festa d’Aprile, di solito nell’ultima domenica del mese, quando processioni, luminarie, concerti e incontri comunitari rinnovano la gratitudine della città verso la sua patrona, ricordando che la protezione divina non è assenza di difficoltà, ma sostegno nei momenti di fragilità.
Vista con occhi cristiani, questa tradizione non è semplice folklore, ma espressione viva di una fede incarnata. Maria Santissima della Vetrana accompagna ogni passo della vita dei castellanesi, mostrando che la devozione autentica sa unire memoria, preghiera e comunità, trasformando la celebrazione in testimonianza di speranza. Visitare Castellana Grotte il 12 gennaio 2026 significa immergersi in un’esperienza in cui sacro e quotidiano si incontrano, e comprendere come una piccola città possa custodire e trasmettere, di generazione in generazione, la luce discreta ma potente di una madre celeste che veglia sul suo popolo.


