Festeggiamenti di San Rocco a Palmi

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La festività di san Rocco è un importante evento religioso e civile che si svolge annualmente a Palmi in provincia di Reggio Calabria il 16 agosto. L’ appuntamento annuale più importante della città ed uno dei più importanti della Calabria. La festa attesa tutto l’anno richiama migliaia di fedeli forestieri e stranieri, da tutti i centri limitrofi della città oltre ad essere occasione di rientro di numerosi emigrati.

L’evento, unico nel suo genere, è elencato dall’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia di Roma tra le feste principali d’Italia, ed è rinomato e conosciuto come  il «corteo degli Spinati». Il corteo è da anni  all’attenzione di moltissime emittenti televisive e quotidiani nazionali tra le quali: Rai Uno, TV2000, Rete 4, TV2000 e giornali nazionali, che hanno pubblicato documentari o scritto articoli sulla festa.

La storia del culto cittadino a Palmi verso san Rocco  si pensa risalga alla fine del XVI secolo poiché è testimoniata  nella visita pastorale ex limina del vescovo della diocesi di Mileto Marcantonio Del Tufo a fine ottobre del 1586 e confermata dalll’esistenza in città di una chiesa di san Rocco. Allora era già presente la confraternita dedicata a san Rocco attiva per divulgare il culto di san Rocco dopo il terribile sisma e la conseguente epidemia di colera che ne seguì.

Del 12 maggio 1623 è un breve apostolico di Papa Gregorio XV relativo agli altari privilegiati, in cui è detto che in Palmi la chiesa di san Rocco veniva regolarmente officiata da cinque sacerdoti.

San Rocco nella chiesa di Palmi

L’antica chiesa di san Rocco, con accanto l’oratorio dell’Immacolata. fu danneggiata dal terremoto del 1908. Nel 1656, duramente durante l’epidemia di peste che colpì tutta la Calabria i palmensi si rivolsero verso san Rocco e la devozione ebbe una grande accelerazione. Nel 1777 a Palmi si fondò la nuova congrega di Maria Santissima Immacolata e del glorioso San Rocco che univa i due culti divisi in precedenza. Dal 1837, anno in cui a Palmi  il colera decimò oltre 300 abitanti, i palmensi per ringraziamento portarono la statua del santo in processione per le vie della cittadina, attribuendo la fine del colera ad un miracolo operato dal santo.

Dalla metà del XIX secolo venne convalidata il 16 agosto la festività , del santo a Palmi, divenuto secondo protettore della città. Attualmente la chiesa unisce i due culti dell’Immacolata e di san Rocco. Dopo il terremoto del 1908 la vecchia chiesa di san Rocco subì numerosi danni. La statua del santo fu ricostruita in muratura e legno nel luogo originario della chiesa dell’Immacolata.

All’alba del 16 agosto si aprono i festeggiamenti, il priore della congrega inizia alla vestizione della statua del santo e vengono esposti i paramenti preziosi che fanno parte del «tesoro di san Rocco». Nella chiesa vengono svolte le celebrazioni religiose, per le vie della città le bande musicali intrattengono la popolazione suonando brani classici in attesa dell’uscita della vara di san Rocco dalla chiesa.

Allo scoccare delle ore 18.00 del 16 agosto inizia l’evento principale di tutta la festa, la tradizionale processione della statua di san Rocco per le vie cittadine. Per l’occasione la vara in legno dove poggia la statua, viene adornata di fiori e ghirlande  vengono inserite alla base fra le due stanghe in legno lunghe sei metri, utili per poter alzare e trasportare a spalla il fercolo. Ventiquattro portatori chiamati in gergo locale «’mbuttaturi» hanno il compito di trasportare a spalla per le vie della città la vara di san Rocco. La processione di san Rocco  ha un percorso di oltre 7 chilometri ed una durata di oltre 4 ore, nell’ultima parte il tragitto raggiunge  oltre 800 metri di lunghezza, un lungo flusso di fedeli  ricopre le vie della cittadina.

Corteo degli “spinati” di Palmi durante i festeggiamenti di san Rocco

La particolare unicità della processione è senza dubbio, il «corteo degli Spinati».  Ai ventiquattro portatori alloggiati sotto le due stanghe  si aggiungono altri quattro portatori, che trasportano sempre a spalla il simulacro ai lati della vara, e due “timonieri”, uno davanti e uno dietro al centro delle stanghe, allo scopo di indirizzare il cammino della base processionale conducendo e correggendo faticosamente con la forza delle braccia l’assetto di marcia della vara, per equilibrarla e distribuire equamente il peso sulle spalle di tutti i ‘mbuttaturi.

I portatori appartengono  alla Venerabile congrega di Maria Santissima Immacolata e del glorioso San Rocco, tutti indossano una maglietta bianca con l’effigie di san Rocco. Sotto le stanghe il posto di ogni ‘mbuttaturi, molto ambito, è assegnato e viene ereditato e tramandato di padre in figlio o comunque all’interno della famiglia. Ciò nonostante viene lo stesso concesso di trasportare la vara di san Rocco a chiunque abbia un voto da adempiere. Gli «Spinati di Palmi» che in passato erano annualmente oltre trecento sono uomini penitenti che, per ex-voto, camminano a torso nudo lungo il percorso della processione di san Rocco indossando una cappa di spine chiamata spalas.

Gli uomini vestono le spalas formate da rami pungenti di ginestra selvatica raccolti dalle campagne lungo il costone del monte sant’Elia, tagliati alla base della pianta e legati tra di loro con canne, salici e vermene in modo da formare una sorta di nassa conica con cerchi decrescenti. La punta del cono, dove poggia la testa, è protetta internamente da una piccola ciambella in tessuto. Le donne invece “vestono” solamente una corona, sempre di rami di ginestra selvatica con spine, a ricordo di quella “indossata” da Gesù Cristo sulla Croce.

La cappa di spine  indossata dai penitenti  ricade dal capo dello «spinato» fino al suo bacino. In conseguenza della loro architettura le spine tendono a lacerare la pelle facendone uscire il sangue. Solitamente tutti gli Spinati stringono al petto, sotto le spalas, un’immagine della statua di san Rocco tenendo le braccia incrociate. I pantaloni indossati per il corteo devono essere di colore bianco ed inoltre i penitenti devono procedere scalzi. Questo tipo di ex-voto molto speciale avviene con la promessa verso il santo di indossare la corona o la spalas per un anno o per tutta la vita. Prima dell’inizio della processione gli Spinati entrano in chiesa per rendere omaggio al santo inginocchiandosi davanti la statua per poi procedere durante il corteo disposti in due file indiane ai lati della strada. Il più anziano spinato ha il primo posto nella fila. Il percorso della processione si sviluppa  per le vie del centro storico cittadino, effettuando una deviazione verso la parte alta della città per raggiunge l’ospedale civile ed il rione Trodio.

La processione passa davanti a tutte le chiese del centro storico, agli uffici di curia della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, al municipio, alla caserma dei carabinieri, al commissariato di Polizia di Stato ed al tribunale. In molte strade percorse dalla processione vengono esposti dalla cittadinanza degli striscioni, attaccati ai balconi recanti la scritta “W San Rocco”. La sosta della processione in piazza I Maggio da alcuni anni avviene su un palco con una benedizione eucaristica, alla quale fa seguito uno spettacolo pirotecnico. Di seguito la processione riparte lungo il percorso stabilito per fare ritorno in chiesa.

San Rocco pellegrino

Nel 2010 le Poste Italiane hanno celebrato l’evento con un annullo filatelico speciale.

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore, studi specialistici in gestione delle politiche sociali. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni, professore presso l’Istituto Volterra-Elia di Ancona. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.