San Martino di Tours

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San Martino, detto l’”apostolo delle Gallie” è stato un grande santo della storia della Chiesa dei primi secoli. Martino era di origine romana, nato nella provincia romana di Pannonia, odierna Ungheria. Il padre era un militare di professione e venne trasferito a Pavia, città nella quale il giovane santo passò la sua infanzia e adolescenza.

A circa quindici anni vestì l’uniforme di legionario a cavallo e fu inviato con la sua guarnigione in varie città della Gallia. Un episodio molto famoso, raffigurato anche da prestigiosi pittori tra cui Giotto, lo ritrae a cavallo mentre taglia a metà il suo mantello per condividerlo con un povero incontrato lungo la strada e che stava morendo di freddo.

“San Martino se ne andava in un giorno di novembre lungo la strada di campagna e si riparava dalla pioggia con un pesante mantello che l’avvolgeva tutto. (…)

La strada era deserta, tutti stavano riparati dentro le case. Soltanto un mendicante tremava sotto la pioggia. Martino trasse la spada e tagliò il mantello in due parti. (…) Posò il mantello sulle spalle del vecchio che lo guardava con riconoscenza e proseguì lietamente il suo cammino. (…) Martino camminava e pregava Dio per la povera gente e sentiva il cuore pieno di amore e di pietà. (…) Non si era neppure accorto che aveva smesso di piovere. Il cielo si era schiarito e le pozzanghere erano piene di riflessi azzurri. All’orizzonte era apparso un bellissimo arcobaleno e il sole era caldo e luminoso. (…) Non pareva più autunno, ma la dolce primavera. Da allora, nel pieno dell’autunno, c’è sempre qualche giornata tiepida. (…) Gli uomini dicono che quella è l’estate di San Martino che il cielo, ogni anno, manda sulla terra per ricordare l’atto pietoso del Santo che regalò il suo mantello ai poveri”. M. Menicucci. Si narra che, dopo questo gesto di carità, gli apparve in sogno Cristo stesso con i suoi angeli dicendo: “Martino, che è soltanto un catecumeno, mi ha coperto con la sua veste”.

In seguito Martino ricevette il battesimo e, terminato il servizio nell’esercito, iniziò liberamente a servire il suo nuovo “padrone”, Cristo.

Martino si recò poi a Poitiers per incontrare il vescovo Ilario dal quale era rimasto affascinato. Ilario infatti era un pastore dotto e coraggioso che difendeva la fede cristiana dall’eresia dell’arianesimo.

La dottrina dell’arianesimo, elaborata dal monaco Ario sosteneva che vi fu un tempo in cui il Verbo di Dio non esisteva ma che fu creato. Egli non negava la Trinità ma considerava la natura della persona del Figlio subordinata al Padre e a lui inferiore.

Successivamente questa tesi fu condannata dal Concilio di Nicea del 325 d.C. Cosi venne sancito definitivamente il termine greco “homoousios” attribuito al Cristo, che tradotto significa della stessa sotanza del Padre e che ancora oggi proclamiamo nel Credo.

 Il vescovo Ilario per il suo coraggio nella lotta contro l’arianesimo venne mandato in esilio e Martino perduto il suo amico spirituale, a sua volta venne cacciato da Milano dal vescovo ariano Aussenzio e si rifugiò in Liguria, nell’Isola Gallinara, come eremita.

Tornati entrambi dall’esilio, Ilario e Martino si incontrarono e il vescovo propose al santo di diventare sacerdote. Martino si ritirò cosi nel monastero di Ligugè come eremita e evangelizzatore.

La sua fama ben presto si diffuse fino a Tours dove con vari escamotage fu ordinato vescovo nel 371. Abitò in un eremo chiamato Marmoutier, poco distante da Tours, celebre per la trascrizione dei codici della Bibbia.

Da un lato Martino rifiuta il usso ecclesiale ma dall’altro non trascura le sue funzioni episcopali e si occupa dei prigionieri, dei malati e dei poveri.

San Martino morì a novembre del 397 a Candes e divenne il santo francese per eccellenza.

Il suo culto si diffuse in tutta Europa e la sua memoria liturgica viene ricordata l’11 novembre.

 “L’apostolo delle Gallie” fu molto venerato dal popolo  per la sua generosità, la sua vita ascetica e l’attività come missionario ed evangelizzatore. Circa quattromila chiese e cinquecento paesi sono a lui dedicati in Francia come in tutto il resto del mondo.

 

Autore: Ilaria Crocioni

Nata a Torino, Laureata in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Torino. Specializzazione in Direzione delle Imprese. Già assistente di stage giornalista Rai per la sede di NYC. Studiosa in Scienze religiose.