A La Spezia il nome di San Giuseppe non è soltanto quello di un santo del calendario cristiano: è una presenza che appartiene alla storia e all’identità della città. Ogni anno, quando arriva il 19 marzo, le strade si riempiono di persone, le piazze si trasformano in un grande mercato all’aperto e l’intera comunità celebra il proprio patrono con una festa che unisce fede, tradizione e vita quotidiana.
Il legame tra il santo e la città di La Spezia affonda le radici nel Seicento. Nel 1653 il Consiglio della comunità spezzina lo scelse ufficialmente come patrono e chiese al governo della Repubblica di Genova l’autorizzazione per istituire una grande fiera in suo onore. Da quel momento nacque una tradizione destinata a durare nei secoli. Attorno alla festa religiosa dedicata al santo si sviluppò una manifestazione popolare che con il tempo sarebbe diventata una delle fiere più importanti della Liguria.
La scelta di San Giuseppe non fu casuale. Nel cuore della tradizione cristiana egli è il custode della Sacra Famiglia, l’uomo giusto che protegge Maria e Gesù con il lavoro delle proprie mani. È il falegname di Nazaret, il padre terreno di Cristo che vive una santità semplice, fatta di responsabilità, silenzio e fiducia in Dio. Una figura che, nel corso dei secoli, ha parlato in modo particolare alle comunità di lavoratori e di artigiani. Non sorprende quindi che una città legata al mare, ai cantieri, alle botteghe e alla fatica quotidiana abbia riconosciuto in lui un patrono vicino alla propria storia.
La tradizione popolare racconta anche che negli anni in cui San Giuseppe fu proclamato patrono una grave epidemia di peste colpì molte zone della Liguria, mentre La Spezia sarebbe stata risparmiata. Per molti abitanti questo episodio fu interpretato come un segno di protezione del santo sulla città, rafforzando ulteriormente la devozione nei suoi confronti.
Ancora oggi la festa patronale si celebra il 19 marzo, giorno in cui la Chiesa ricorda San Giuseppe. In quei giorni la città si anima con la celebre Fiera di San Giuseppe, una manifestazione che trasforma il centro in una lunga successione di bancarelle, prodotti artigianali, sapori locali e visitatori provenienti da tutta la regione. È un appuntamento che mescola dimensione religiosa e tradizione popolare: da una parte le celebrazioni dedicate al patrono, dall’altra la grande festa cittadina che riempie viali e piazze.
Eppure, dietro il movimento della fiera e la gioia della festa, rimane la figura silenziosa del santo. Nel Vangelo San Giuseppe non pronuncia parole, ma agisce: accoglie Maria, protegge Gesù, lavora per la sua famiglia e si fida di Dio anche quando il suo progetto sembra difficile da comprendere. È una santità discreta, fatta di gesti quotidiani.
Forse è proprio questo il motivo per cui, dopo più di tre secoli, la città continua a riconoscersi nel suo patrono. In una comunità costruita sul lavoro e sulla vita concreta delle persone, il santo falegname di Nazaret resta un simbolo semplice e potente: quello di una fede che si vive ogni giorno, nella responsabilità, nella cura della famiglia e nella fiducia silenziosa in Dio. Così, ogni 19 marzo, La Spezia rinnova una tradizione che attraversa il tempo e continua a raccontare il legame tra una città e il suo patrono.


