
Oggi la Chiesa celebra la memoria di San Bernardino Realino, una figura straordinaria che incarna il radicale cambio di rotta verso la santità. Nato a Carpi nel 1530, Bernardino non era destinato alla vita ascetica fin dai primi anni: brillante giurista, magistrato e amministratore pubblico, fu una figura di spicco nel panorama civile del XVI secolo. Tuttavia, una profonda crisi spirituale lo spinse a rinunciare ai fasti della carriera per abbracciare la disciplina della Compagnia di Gesù. Inviato a Lecce nel 1574, vi rimase per quarant’anni, trasformandosi in un pilastro della comunità salentina. Non fu solo un confessore instancabile, ma un vero apostolo dei poveri, capace di coniugare il rigore dottrinale con una carità sconfinata. Il suo legame con la città di Lecce divenne così viscerale che, nel 1616, sul suo letto di morte, i rappresentanti dell’amministrazione cittadina gli chiesero solennemente di farsi protettore della città presso Dio. Un impegno che, secondo la tradizione, egli accettò con un ultimo segno di benevolenza, rendendolo oggi patrono di Lecce e simbolo di un servizio che trascende il tempo e le cariche umane.




