
Orazione dello Spirito di Verità – San Tommaso d’Aquino
Creatore ineffabile, che dai tesori della tua sapienza
hai scelto tre gerarchie di angeli
e le hai disposte con ordine mirabile sopra il cielo empireo,
e hai disposto con sì soave legge le parti dell’universo;
tu, che sei la vera fonte della luce e della sapienza,
e il principio sovrannormale,
degnati di infondere sopra le tenebre del mio intelletto
un raggio della tua chiarezza,
allontanando da me ogni tenebra di peccato e di ignoranza.
Tu, che rendi eloquenti le lingue dei bambini,
addestra la mia lingua
e infondi sulle mie labbra la grazia della tua benedizione.
Dammi acutezza nell’intendere,
capacità nel ritenere,
metodo e facilità nell’imparare,
sottigliezza nell’interpretare,
grazia abbondante nel parlare.
Guidami nel cominciare,
dirigimi nel progredirE,
porta a compimento il fine.
Tu che sei vero Dio e vero uomo,
e vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.
L’Orazione dello Spirito di Verità, tradizionalmente attribuita al “Doctor Angelicus” San Tommaso d’Aquino, rappresenta uno dei vertici della spiritualità intellettuale cristiana. Storicamente, questa preghiera veniva recitata dai dotti, dai teologi e dagli studenti prima di accostarsi allo studio dei testi sacri o alla ricerca accademica. Tommaso d’Aquino, figura monumentale del XIII secolo e pilastro della scolastica, non separava mai l’attività intellettuale dalla vita di preghiera, incarnando perfettamente il motto fides quaerens intellectum (la fede che cerca l’intelletto).
Dal punto di vista teologico, il testo riflette la profonda consapevolezza tomista secondo cui ogni forma di conoscenza umana, specialmente quella teologica, è un dono gratuito che discende da Dio, “fonte della luce e della sapienza”. L’invocazione si apre con una magnifica lode alla creazione e alla gerarchia celeste, per poi scendere con umiltà nel cuore dell’intelletto umano, riconosciuto bisognoso di essere liberato dalle “tenebre del peccato e dell’ignoranza”. È una sintesi mirabile tra rigore speculativo e abbandono mistico.
Una curiosità affascinante legata a questa preghiera riguarda la sua perdurante attualità. Ancora oggi, in molte università pontificie e istituti teologici di tutto il mondo, studenti e professori invocano lo Spirito Santo attraverso le parole di San Tommaso prima dell’inizio dell’anno accademico o degli esami. La richiesta di “acutezza nell’intendere, capacità nel ritenere, metodo e facilità nell’imparare” non è una preghiera utilitaristica per il successo scolastico, ma una consacrazione del proprio studio a servizio della verità e della carità cristiana.




