
Oggi la Chiesa ricorda San Cesario, diacono e martire del II secolo, la cui testimonianza continua a risplendere attraverso i secoli. Originario dell’Africa settentrionale, il giovane chierico giunse a Terracina, nell’odierno Lazio, dove consumò il suo estremo atto di fede e coraggio. In un’epoca in cui i culti pagani pretendevano ancora sacrifici umani, Cesario non esitò a levare la sua voce contro la barbarie, rimproverando pubblicamente la crudeltà di un rito in cui un giovane veniva spinto al tragico gesto in onore del dio Apollo. Per aver difeso la sacralità della vita umana e denunciato la violenza idolatrica, Cesario fu arrestato dai funzionari imperiali. Subì un martirio crudele e singolare: fu chiuso in un sacco e gettato nelle acque del mare, sigillando così nel profondo delle onde la sua fedeltà a Cristo. La sua figura rimane un faro luminoso per tutti i credenti, un modello di coraggio profetico e di intransigente difesa della dignità di ogni persona contro la cultura dello scarto e della morte.





