
Oggi la Chiesa ricorda la figura luminosa di San Vittorino, vescovo di Petovio, l’odierna Ptuj in Slovenia, vissuto nel III secolo. Pastore zelante e uomo di vasta cultura, Vittorino occupa un posto di primo piano nella storia della teologia cristiana: fu infatti il primo grande esegeta della Chiesa occidentale a comporre commentari biblici in lingua latina. In un’epoca in cui la riflessione sulle Scritture si esprimeva prevalentemente in greco, egli comprese l’importanza di rendere la Parola accessibile e profondamente meditata per le comunità latine, concentrando la sua opera monumentale soprattutto sui libri della Genesi e dell’Apocalisse. La sua penna fu al servizio della speranza cristiana, interpretando i testi sacri come guida per i credenti chiamati a resistere alle avversità. La sua testimonianza terrena si concluse con il suggello supremo del martirio, affrontato durante la feroce persecuzione scatenata dall’imperatore Diocleziano. San Vittorino rimane ancora oggi un modello di fedeltà evangelica, in cui l’amore per lo studio teologico e la predicazione si fondono indissolubilmente con il coraggio della testimonianza fino al sangue.




