La materia spirituale al Maxxi -Museo di Roma

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Possiamo dire che esiste ancora un bisogno di Materia Spirituale nella richiesta dell’arte? Una domanda questa che trova molteplici risposte a cui il Museo nazionale delle arti del XXI secolo cerca di rispondere raggruppando  le opere di diciannove artisti del panorama internazionale:

John Armleder, Matilde Cassani, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Elisabetta Di Maggio, Jimmie Durham, Haris Epaminonda, Hassan Khan, Kimsooja, Abdoulaye Konaté, Victor Man, Shirin Neshat, Yoko Ono, Michal Rovner, Remo Salvadori, Tomás Saraceno, Sean Scully, Jeremy Shaw e Namsal Siedlecki.

Questi i protagonisti della scena artistica dei nostri tempi nella grande collettiva ‘della materia spirituale dell’arte’, voluta dalla presidente della Fondazione Maxxi Giovanna Melandri e curata da Bartolomeo Pietromarchi, Direttore del Maxxi Arte di Roma.

Tutte opere compiute per la maggior parte nell’ultimo biennio ed elaborate espressamente per gli spazi del Maxxi,  esposte al fianco di diciassette straordinari reperti archeologici etruschi, romani e di produzione laziale.

Il progetto, unico nel suo genere, ‘Della Materia Spirituale dell’Arte’, indaga il tema dello spirituale attraverso lo sguardo dell’arte contemporanea e, al contempo, della storia arcaica di Roma. In un allestimento che offre possibilità multiple di percorso sono esposti i lavori di diciannove artisti, nomi di spicco del panorama internazionale, provenienti da culture diverse e con background differenti.

I reperti archeologici selezionati con cura provengono da quattro tra i principali musei di Roma: I Musei Vaticani, Il Museo Nazionale Romano, Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, I Musei Capitolini. Sono tutti reperti risalenti  ad un periodo racchiuso tra l’VIII sec a.C. ed il IV sec d.C., quindi dalle origini di Roma sino al momento in cui la religione cristiana venne imposta per la prima volta ufficialmente come religione di Stato dell’Impero Romano nel 380 dall’imperatore Teodosio I. Gli oggetti esposti rappresentano un percorso che guida dal mondo arcaico a quello premoderno, passando dalla dimensione collettiva del sacro in era pagana fino al prevalere di una dimensione più individuale dello spirituale in età post classica.

La domanda sull‘Essere è stata da sempre indagata dall’uomo, spingendolo a circoscrivere la ricerca artistica. L’arte è spesso capace di cogliere l’eterna agitazione interiore dell’uomo inducendolo ad andare oltre l’illusione delle forme e della materia. L’arte può elevarsi sopra la vita, contemplandola e trascendendola.

Il proposito di questa mostra è  cercare di contribuire a definire il profilo ed i confini della ricerca artistica e ideale, offrendo di  ampliarne il perimetro. Il Maxxi deve essere inteso come un laboratorio permanente dove rimane aperta la domanda sulla natura spirituale della persona, indipendentemente da ogni dogma religioso, restando una domanda che si propone all’uomo contemporaneo.

La forza dell’intero progetto è la compresenza e la relazione tra elementi contrapposti, una sorta di contrapposizione tra anima e corpo, tra materia e spirito. La dimensione materiale legata all’esperienza personale e un’esigenza atavica di ritrovare pratiche che elevino lo spirito al di sopra di essa. Una ricerca trascendente che esprima la nostra essenza.

La mostra “Della Materia Spirituale dell’Arte” è aperta al Maxxi fino al’8 marzo 2020.

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore, studi specialistici in gestione delle politiche sociali. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni, professore presso l’Istituto Volterra-Elia di Ancona. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.