L’Abbazia di Santa Maria di Pulsano e gli eremi circostanti

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Situato sul Gargano, l’Abbazia di Santa Maria rappresenta un bellissimo complesso monastico con i suoi eremi che nel 2010 sono diventati “luogo del cuore dei FAI”.  

La struttura fu edificata nel 591 su dei resti di un antico tempio oracolare dedicato al grande veggente greco Calcante.

I monaci appartenenti all’Ordine di Sant’Equizio abate (come San Benedetto padre e diffusore del monachesimo in Italia) ne presero inizialmente il possesso.

Poca notizie certe ci sono giunte sulle vicende storiche di questo complesso.

Tra queste nel 1129 l’intervento del monaco cristiano San Giovanni da Matera, fondatore della Congregazione Pulsanese, il quale fece risorgere l’intera abbazia da un grave stato di abbandono causato dalle distruzioni delle truppe saracene.

Una leggenda narra che una donna gli indicò il luogo preciso sul quale edificare una chiesa.

A lui si deve anche in loco la fondazione di un piccolo ordine monastico autonomo composto da poveri eremiti pulsanesi.

Nel 1177 finirono i lavori di costruzione della chiesa abbaziale dedicata alla Santa Madre di Dio, dove conserva nella sua fondamenta le spoglie del San Giovanni, consacrato da Papa Alessandro III nel suo pellegrinaggio sul Gargano.

L’ordine Pulsanense si estinse alla fine del XIV secolo, alcuni monaci passarono all’Ordine benedettino.

L’abbazia era molto ambita dai signori locali per la sua grandezza e posizione ma nel XV passò nelle mani dei celestini mettendo fine a queste pretese signorili.

Sotto la cura di questa Congregazione, l’abbazia aumentò di spessore con la costruzione di due altari laterali (oggi distrutti).

Il violento terremoto del 1646 distrusse l’archivio e la biblioteca presenti all’interno.

Vent’anni più tardi avvenne un’altra disgrazia: trafugarono la preziosa e venerata icona della Madre di Dio di Pulsano, opera della scuola bizantino-italiana mai più ritrovata.

L’abbazia è circondata da numerosi eremi utilizzati come abitazioni solitarie immersi nella preghiera.

Alcuni di essi sono ubicati in luoghi davvero inaccessibili a tal punto che gli eremiti dovevano usare delle corde per entrarci.

Altri invece erano delle piccole costruzioni solitarie dedicati alla vita di preghiera comunitaria e al lavoro collettivo.

Nel 1991 è nato il movimento “Cristiani Pro Pulsano”, una associazione di volontariato per tenere in vita nei giorni nostri la memoria storica dell’abbazia.

Sei anni più tardi, grazie all’aiuto dell’Arcivescovo D’Addario, la chiesa abbaziale è stata riaperta al culto dei fedeli con la conseguente fondazione della comunità monastica di Pulsano, attiva e attenta alle esigenze spirituali di oggi.

Per tutte le informazioni: 

Sito Web dell’Abbazia