Il giorno dopo San Valentino, quasi come una piccola rivincita ironica del calendario, arriva il 15 febbraio: San Faustino. E negli ultimi anni questa data è diventata famosa soprattutto per un motivo curioso: è considerata la “festa dei single”. Un’etichetta moderna, simpatica, diventata virale tra meme, battute e post sui social, ma che in realtà ha un’origine più interessante di quanto sembri. Perché San Faustino non nasce come santo “anti-coppie” o protettore dei cuori solitari: è un martire cristiano, e la sua storia, come spesso accade, è molto più seria e profonda della caricatura contemporanea. San Faustino è legato alla città di Brescia, insieme a San Giovita, e viene venerato come uno dei patroni. Secondo la tradizione, furono martirizzati nei primi secoli del cristianesimo, durante le persecuzioni romane. Il punto centrale della loro testimonianza non riguarda l’amore romantico, ma la fedeltà alla fede, il coraggio di restare coerenti, la forza di non rinnegare ciò in cui si crede anche quando questo comporta un prezzo altissimo. E già qui, se ci pensiamo, c’è una prima lezione attualissima: oggi si cambia idea in un secondo, si cambia strada alla prima fatica, si cambia relazione al primo problema. Faustino e Giovita raccontano invece una vita “radicata”, una vita che non si sposta a seconda del vento. Ma allora da dove nasce l’idea che San Faustino sia il santo dei single? La risposta è un mix tra linguaggio e cultura popolare. Il nome “Faustino” è stato collegato nel tempo alla parola “fausto”, cioè fortuna, buon auspicio. Da qui, in modo spontaneo e un po’ giocoso, è nato il collegamento: se San Valentino è la festa degli innamorati, San Faustino può diventare il giorno in cui si augura “buona sorte” a chi l’amore lo sta ancora aspettando. Un passaggio moderno, non ufficiale, ma ormai entrato nell’immaginario collettivo. E qui arriva la parte più bella, quella che può essere letta in chiave cristiana senza rovinare la leggerezza della ricorrenza. Perché, al di là delle battute, la questione della solitudine oggi è enorme. E non riguarda solo chi è single. C’è chi è in coppia e si sente solo lo stesso. C’è chi ha una famiglia, un lavoro, mille contatti, eppure vive una solitudine silenziosa, difficile da spiegare. In questo senso, il 15 febbraio può diventare una data sorprendentemente utile: un piccolo spazio per parlare di ciò che spesso si evita, cioè del bisogno umano di essere visti, ascoltati, amati davvero. Il cristianesimo non ha mai considerato la vita da single come una “mancanza” o un fallimento, anche se la mentalità comune a volte lo fa. Anzi: nella prospettiva cristiana, la persona non vale perché ha qualcuno accanto, ma perché è amata da Dio, sempre, e ha una dignità piena in ogni stagione della vita. Essere single non significa essere incompleti. Significa essere in cammino. E quel cammino può essere pieno di senso, di amicizie vere, di servizio, di crescita personale, di fede, di scelte profonde. San Faustino, allora, può diventare quasi un simbolo controcorrente: non il santo “della sfortuna sentimentale”, ma il santo che ci ricorda che la vita non si mette in pausa in attesa di qualcuno. La vita si vive adesso. E l’amore, quello vero, non si riduce a una relazione romantica: passa anche dalla capacità di volersi bene, di costruire legami sani, di non accontentarsi, di non svendersi pur di non restare soli. E se c’è una cosa che questa festa moderna dei single può insegnare, è proprio questa: meglio la solitudine dignitosa che una compagnia tossica, meglio l’attesa consapevole che una relazione riempitiva, meglio la libertà interiore che un amore fatto di dipendenza. Il 15 febbraio, quindi, può essere letto con un sorriso ma anche con profondità: un giorno per augurare bene, per ricordare che nessuno è invisibile, e per riscoprire che la fede cristiana non umilia la solitudine, ma la trasforma in occasione di crescita e di incontro. San Faustino, martire e testimone, oggi finisce per parlare anche a chi si sente “fuori posto” in mezzo alle coppie perfette dei social: e lo fa in modo semplice, dicendo una cosa che vale per tutti, single o fidanzati, sposati o consacrati. La felicità non dipende da uno status, ma dalla qualità dell’amore che scegliamo di vivere.
San Faustino, perché il 15 febbraio è diventato il giorno dei single
15 Febbraio 2026 Pubblicato in Approfondimenti, Eventi, News, Ricorrenze Religiose


