
C’è un 4 ottobre destinato a entrare nella storia italiana. Nel 2026, infatti, la festa di San Francesco d’Assisi assume un significato del tutto particolare: per la prima volta il 4 ottobre è festa nazionale di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, mentre proprio quest’anno ricorrono gli ottocento anni dalla morte del Poverello di Assisi.
La nuova festa nazionale è stata istituita con la legge n. 151 dell’8 ottobre 2025, entrata in vigore il 1° gennaio 2026. La norma indica esplicitamente nella figura di Francesco i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà. Il 4 ottobre entra così a pieno titolo tra le festività nazionali italiane.
Ma il 2026 non è soltanto l’anno della nuova festa nazionale. È l’anno dell’ottavo centenario del Transito di San Francesco, morto ad Assisi la sera del 3 ottobre 1226. Per questo motivo Assisi, la città che custodisce la memoria del Santo e la sua tomba nella Basilica di San Francesco, è diventata il centro di un lungo calendario di celebrazioni, iniziative culturali, momenti di preghiera e appuntamenti istituzionali.
Il programma coinvolge la città per molti giorni, dalla Novena del 24 settembre fino agli appuntamenti del 5 ottobre. Sono oltre ottanta le iniziative previste nel corso dell’anno, con l’obiettivo di trasformare il centenario non soltanto in una celebrazione della memoria, ma in un’occasione per riflettere sull’attualità del messaggio francescano.
Il cuore delle celebrazioni sarà naturalmente il 3 e 4 ottobre ad Assisi. Il 3 ottobre è dedicato alla memoria del Transito, cioè agli ultimi momenti della vita terrena di Francesco. Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli si terrà la solenne celebrazione del Transito, preceduta da diversi appuntamenti e dal tradizionale corteo civile con i gonfaloni. In serata è previsto anche un pellegrinaggio notturno che attraverserà alcuni dei luoghi più significativi della spiritualità francescana, da San Damiano alla Basilica di Santa Chiara, fino alla Basilica di San Francesco.
Il 4 ottobre sarà invece il grande giorno della festa nazionale. Alle 9.45, nella Chiesa Superiore della Basilica di San Francesco, verrà celebrata la solenne Messa, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. La celebrazione sarà trasmessa in diretta dalla Rai.
Ad Assisi arriverà anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cui presenza è stata ufficialmente inserita nell’agenda del Quirinale per il 4 ottobre. Al termine della celebrazione, dalla Loggia del Sacro Convento, il Capo dello Stato rivolgerà un messaggio all’Italia.
Un altro momento particolarmente significativo sarà l’accensione della Lampada Votiva dei Comuni d’Italia, tradizionalmente legata alla festa di San Francesco. Quest’anno, in maniera inedita, sarà proprio il sindaco di Assisi a compiere il gesto, rappresentando simbolicamente l’intero popolo italiano. Alla cerimonia saranno presenti anche i presidenti delle Regioni, i sindaci dei Comuni capoluogo e gli ambasciatori dei Paesi accreditati presso la Repubblica italiana.
La scelta di celebrare San Francesco come patrono d’Italia proprio nel 2026 acquista quindi un valore particolare. La legge che ha istituito la festa nazionale richiama esplicitamente pace, fratellanza, solidarietà e tutela dell’ambiente, temi che appartengono profondamente alla tradizione francescana e che nel corso dei secoli hanno contribuito a rendere la figura di Francesco riconoscibile ben oltre i confini della Chiesa e dell’Italia.
Anche il riconoscimento arrivato dall’UNESCO sottolinea la dimensione internazionale delle celebrazioni del 2026. La Conferenza Generale dell’UNESCO ha inserito San Francesco di Assisi nel programma degli anniversari UNESCO 2026-2027, in occasione dell’ottavo centenario della morte. Un riconoscimento che accompagna un anno nel quale Assisi è chiamata ancora una volta a essere luogo di incontro e di riflessione su pace, fraternità, rispetto del creato e dialogo.
E così, otto secoli dopo quella sera del 3 ottobre 1226, Francesco torna idealmente a parlare a un’Italia molto diversa da quella che conobbe. Il suo nome è oggi legato non soltanto a una grande tradizione religiosa, ma anche a un patrimonio culturale e spirituale che continua a richiamare pellegrini, studiosi e visitatori da tutto il mondo.
Il 4 ottobre 2026 sarà dunque una giornata nuova per l’Italia: una festa nazionale che nasce proprio nell’anno in cui si ricordano gli ottocento anni dalla morte di Francesco. E ad Assisi, nel luogo in cui tutto ebbe inizio, la celebrazione assumerà un significato ancora più forte, tra la memoria del Santo, la preghiera, le istituzioni e quella Basilica che da secoli custodisce il suo corpo e la sua storia.




