La Torciata di Pitigliano

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La Pro Loco di Pitigliano lunedì 19 marzo organizza una grande festa popolare, “La Torciata di Pitigliano”.

Il rito, risale alle antiche origini etrusche, mescolatesi con tradizioni cristiane. Consiste nel bruciare delle fascine di legna durante la notte di San Giuseppe, dando vita ad un affascinante falò. La notte assume così un fascino particolare nell’incantevole paesino della maremma. L’evento è senza dubbio uno dei più attesi dell’anno e richiama migliaia di turisti.

L’evento si svolge in un palcoscenico naturale, Pitigliano, uno dei paesi più sorprendenti della Toscana, situato in provincia di Grosseto.

Il paese è arroccato su una collina di tufo, le case sono costruite a filo di roccia, accostate e rifinite come un presepe. Le origini si perdono nella storia, difatti si presume siano precedenti al periodo Etrusco.

Camminando per il paese si trovano le strettissime vie in pietre che rimandano a tempi passati. Prima dell’inizio della Torciata si può ammirare la parte medievale di Pitigliano con i suoi luoghi più suggestivi come: Palazzo Orsini, la Fontana Rinascimentale delle sette Cannelle, la Fortezza, proseguendo poi per il Ghetto antico e la storica Sinagoga del Cinquecento, senza perdersi la Cattedrale dedicata ai Santi Pietro e Paolo con la bellissima facciata  barocca.

Il 19 marzo di ogni anno in corrispondenza della Festa di San Giuseppe si compie il rito della Torciata, con l’accensione  dei fuochi. Nel periodo pre-cristiano significava il momento di purificazione, ci si preparava all’inizio della nuova stagione, ed era di buon auspicio per un anno fertile e florido. Soltanto in seguito la celebrazione fu associata al festeggiamento di San Giuseppe.

La giornata del 19 marzo a Pitigliano è scandita a partire dalle ore 21, partendo dall’edicola di San Giuseppe, lungo la Via Cava di Pitigliano, a 1800 metri dal paese. Dall’edicola partiranno quaranta torciatori che porteranno le fasce di canne infuocate fino a Piazza Garibaldi. La sfilata con a capo la statua di San Giuseppe portata da uomini vestiti di saio  impiega oltre un’ora ad arrivare fino alla Piazza del Comune.

All’arrivo i torciatori incontrano “l’Invernacciù”, un fantoccio di stracci e canne collocato sulla piazza qualche giorno prima, ed accendono il falò. Quando le ultime fiamme si sono spente le donne raccolgono le ceneri e pregano San Giuseppe invocando la buona resa del raccolto. La cenere viene conservata a casa come una reliquia fino alla prossima Torciata.

Per riscaldare la nottata non mancano frittelle con uva sultanina e vino caldo. Pitigliano vi aspetta per trascorrere nei suoi hotel una bellissima vacanza e per godervi la Torciata del 2018.

 

 

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore, studi specialistici in gestione delle politiche sociali. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni, professore presso l’Istituto Volterra-Elia di Ancona. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.