
Preghiera della fiducia cieca nell’oscurità – Santa Veronica Giuliani
Mio Dio, mio tutto, io non so cosa fare di me stessa.
Mi sento come una nave in mezzo alla tempesta, senza bussola e senza timone.
Ma in questa oscurità, io mi getto nelle tue braccia.
Non cerco la luce, non cerco il conforto, non cerco il sentimento.
Cerco solo Te, e la tua volontà in me.
Sia fatto in me quello che tu vuoi, come tu vuoi, e per il tempo che tu vuoi.
Io non voglio nulla, se non quello che tu vuoi che io voglia.
Nel buio più fitto, io confido in Te.
Tu sei il mio Dio, tu sei il mio tutto.
Santa Veronica Giuliani (1660-1727), clarissa cappuccina di Città di Castello, è una delle figure più affascinanti della mistica cristiana moderna. Questa preghiera, che esprime la quintessenza del suo cammino spirituale, riflette la dottrina della “spoliazione” totale. Per la Santa, la vera unione con Dio non si realizza nelle consolazioni sensibili, ma nell’abbandono puro in quello che lei stessa definiva il ‘nulla’ dell’anima davanti alla grandezza divina.
Il contesto teologico di questo componimento affonda le radici nella mistica del ‘niente’ di origine francescana, declinata attraverso la sofferenza fisica e interiore che ha segnato la vita della Santa. L’invocazione alla ‘fiducia cieca’ non è un atto di rassegnazione passiva, ma una scelta volontaria di fede radicale, definita ‘oscura’ perché priva di ogni appoggio razionale o affettivo. È la preghiera dell’anima che, privata di ogni luce, sceglie di non deviare dal centro focale: il volere di Dio.
Una curiosità storica rilevante riguarda il diario spirituale della Santa, il ‘Tesoro Nascosto’, composto da oltre 22.000 pagine. In questo monumentale corpus, la Giuliani annota come proprio nei momenti di aridità spirituale più intensa, definiti come ‘notte oscura’, la sua anima percepisse la vicinanza più profonda di Cristo. Questa preghiera è diventata un pilastro per chiunque cerchi un sostegno nelle prove della vita moderna, poiché sposta il focus dal ‘sentire’ di Dio al ‘fidarsi’ in Dio, rendendo la fede un atto di volontà pura.




