Assisi rinnova il Voto di Santa Chiara: la memoria del miracolo che salvò la città

Ad Assisi non è soltanto una festa religiosa. È il giorno in cui un’intera città rinnova una promessa che attraversa i secoli. Il 22 giugno 2026 torna infatti la tradizionale Festa del Voto di Santa Chiara, una delle celebrazioni più identitarie della città serafica, nata per ricordare la liberazione di Assisi dall’assedio delle truppe saracene grazie all’intercessione della santa.

Le origini della ricorrenza risalgono agli anni 1240-1241, quando l’Umbria era attraversata dalle guerre tra il papato e l’imperatore Federico II. Secondo le Fonti Francescane, le truppe nemiche giunsero fino alle porte di Assisi e minacciarono anche il monastero di San Damiano, dove viveva Santa Chiara. Malata e ormai debilitata, la santa si fece portare davanti al Santissimo Sacramento e pregò perché la città fosse salvata. La tradizione racconta che gli assalitori si ritirarono improvvisamente e che Assisi fu preservata dalla distruzione. Da quel momento la popolazione riconobbe in Chiara una speciale protettrice della città.

Per rendere grazie alla santa, il 26 maggio 1644 il Consiglio Comunale di Assisi istituì ufficialmente il “Voto”, impegnando la città a commemorare ogni anno l’evento miracoloso. Ancora oggi questo antico atto viene riletto pubblicamente durante la festa, in uno dei momenti più solenni e significativi della celebrazione.

L’edizione 2026 si aprirà domenica 21 giugno con la tradizionale illuminazione della città attraverso le fiaccole, rievocazione della veglia di preghiera che accompagnò la liberazione di Assisi. Il giorno successivo, lunedì 22 giugno, alle 5.45 del mattino gli Araldi intoneranno con le chiarine il “Coprifuoco”, l’antico inno cittadino, mentre alle 6.00 tutte le campane della città suoneranno a festa per ricordare il miracolo attribuito a Santa Chiara.

La celebrazione entrerà nel vivo in serata. Alle 20.30 partirà da Piazza San Rufino il corteo religioso che attraverserà il centro storico fino a Piazza del Comune, dove avverrà la lettura dell’ordinanza del 1644 e il rinnovo ufficiale del Voto da parte del sindaco. Il corteo raggiungerà poi la Basilica di Santa Chiara per il saluto delle Clarisse e l’omaggio floreale della città alla sua santa patrona. La conclusione è prevista al Santuario di San Damiano con l’offerta dei ceri votivi, la Compieta e la Benedizione Eucaristica.

Più che una semplice rievocazione storica, la Festa del Voto continua a rappresentare uno dei momenti più profondi della vita assisana. È il giorno in cui la città riscopre il legame con la giovane donna che, nella tradizione francescana, seppe difendere la sua comunità con la sola forza della fede. Tra il suono delle chiarine all’alba, le fiaccole della vigilia e la processione che attraversa i luoghi più cari alla santa, Assisi rinnova ogni anno una memoria che da quasi otto secoli continua a parlare al presente.

Redazione
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