
Oggi la Chiesa celebra i Santi Martiri Scillitani, un gruppo di dodici cristiani — sette uomini e cinque donne — originari di Scilla, nell’odierna Tunisia, che il 17 luglio del 180 d.C. sigillarono con il sangue la loro testimonianza a Cartagine. Sotto il proconsole Vigilio Saturnino, questi fedeli scelsero il martirio piuttosto che piegarsi al rito del giuramento al genio dell’imperatore. Il loro rifiuto, lucido e coraggioso, non fu una sfida politica, ma l’affermazione suprema del primato di Cristo sopra ogni autorità terrena. Gli Atti del loro processo, giunti fino a noi, rappresentano un documento di valore inestimabile: sono infatti il più antico testo cristiano in lingua latina proveniente dall’Africa. In quelle brevi righe, scandite da domande inquisitorie e risposte ferme, emerge la dignità di un gruppo che, pur consapevole della condanna a morte, restò saldo nella professione di fede, diventando un faro per le generazioni cristiane successive.




