Il Salmo 91: Il baluardo spirituale del credente nell’ombra dell’Onnipotente

Salmo 90 / 91 (Qui habitat in adiutorio Altissimi – Salmo della protezione)

Chi abita al riparo dell’Altissimo
e dimora all’ombra dell’Onnipotente,
dice al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio, in cui confido».
Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
Ti coprirà con le sue penne,
sotto le sue ali troverai rifugio;
la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.
Non temerai il terrore della notte,
né la freccia che vola di giorno,
la peste che vaga nelle tenebre,
lo sterminio che devasta a mezzodì.
Mille cadranno al tuo fianco
e diecimila alla tua destra,
ma nulla ti potrà colpire.
Poiché a te il Signore è rifugio,
l’Altissimo, la tua dimora,
non ti potrà colpire alcun male,
nessuna piaga si accosterà alla tua tenda.
Egli per te darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie.
Sulle mani ti porteranno,
perché il tuo piede non inciampi nella pietra.
Su leoni e vipere camminerai,
calpesterai leoncelli e draghi.
Lo salverò, perché a me si è legato,
lo proteggerò, perché conosce il mio nome.
Mi invocherà e io gli risponderò;
nella sventura sarò con lui,
lo libererò e lo glorificherò.

Il Salmo 91 (nella numerazione ebraica e nella Vulgata, Salmo 90) è universalmente riconosciuto come il ‘Salmo della Protezione’ o ‘Salmo della Fiducia’. Storicamente, questo testo ha rappresentato un pilastro nella spiritualità giudaico-cristiana, venendo recitato nei momenti di estremo pericolo, durante le epidemie o prima di intraprendere viaggi rischiosi. La sua struttura poetica evoca l’immagine di Dio come un nido accogliente o una fortezza inespugnabile, trasformando la vulnerabilità umana in una condizione di sicurezza divina.

Dal punto di vista teologico, il Salmo si distingue per la sua intensa natura di dialogo profetico. Sebbene l’identità dell’autore resti anonima, la tradizione rabbinica ne attribuisce la paternità a Mosè. Un dettaglio affascinante riguarda la sua presenza costante nella liturgia delle ore, in particolare nella Compieta, la preghiera finale della giornata, dove viene scelto per infondere serenità al fedele nel momento in cui il buio notturno rende l’anima più vulnerabile.

Una curiosità storica notevole risiede nel suo utilizzo durante il Medioevo: il Salmo era spesso trascritto su pergamene da portare al collo come amuleto protettivo. Anche nel Nuovo Testamento, il Salmo assume un valore cristologico centrale, essendo citato dal diavolo durante le tentazioni di Gesù nel deserto. Questa sovrapposizione tra la parola profetica dell’Antico Testamento e il ministero di Cristo conferisce al Salmo 91 una profondità mistica che supera i confini del semplice inno di supplica, elevandolo a confessione di fede suprema nel potere salvifico di Dio.

Padre Bernardo
Padre Bernardo

Frate Minore Francescano, teologo e custode della tradizione liturgica. Dedica la sua vita alla preghiera contemplativa e allo studio delle vite dei Santi. Attraverso le sue riflessioni, guida i fedeli alla riscoperta delle radici più profonde della devozione cattolica e delle grandi suppliche della tradizione ecclesiale, unendo l'umiltà francescana al rigore dottrinale.