
Oggi la Chiesa celebra la memoria di San Amato di Remiremont, abate e monaco benedettino del VII secolo la cui vita fu un autentico faro di spiritualità nel cuore della Francia medievale. Discepolo di San Colombano a Luxeuil, Amato ereditò dal maestro il rigore ascetico e la profonda dedizione alla vita monastica, unendo l’austerità della regola alla contemplazione profonda. Insieme a San Romarico, suo compagno di cammino spirituale, fondò il celebre monastero doppio di Remiremont, una struttura innovativa che comprendeva comunità separate sia maschili che femminili. La grande intuizione spirituale di Amato fu l’introduzione della ‘Laus Perennis’, la lode perpetua: un flusso ininterrotto di preghiera e canto corale che giorno e notte saliva a Dio, alternando le voci dei monaci e delle monache in un abbraccio spirituale continuo con il cielo. Dopo aver guidato la comunità con saggezza e carità, Amato scelse di vivere gli ultimi anni della sua esistenza terrena nella radicalità del silenzio, ritirandosi come eremita in un burrone solitario, totalmente immerso nella comunione con l’Altissimo. La sua figura rimane un modello luminoso di come la preghiera possa farsi tempo pieno, respiro dell’anima e motore della storia.




