
Oggi la Chiesa celebra la memoria di San Gallo, abate ed eremita, figura fondamentale del monachesimo europeo a cavallo tra il VI e il VII secolo. Originario dell’Irlanda, Gallo fu tra i discepoli prediletti di San Colombano, che seguì nel suo fervente cammino missionario attraverso la Gallia e la Svizzera. Durante questo viaggio di evangelizzazione, colpito da una grave febbre, dovette separarsi dal maestro e decise di stabilirsi come eremita nei boschi selvaggi lungo il fiume Steinach. In quel luogo isolato, alternando la preghiera contemplativa al lavoro manuale e alla predicazione alle popolazioni locali, pose le radici di quella che sarebbe diventata una straordinaria fioritura spirituale e culturale. Intorno alla sua cella eremitica crebbe infatti, nel corso dei secoli, la celebre Abbazia di San Gallo e l’omonima città svizzera, custodi di una millenaria tradizione di fede, cultura e sapere. La figura di San Gallo rimane un luminoso esempio di come la radicalità evangelica e l’affidamento alla Provvidenza sappiano trasformare i luoghi della solitudine in crocevia di civiltà.




