
Oggi la Chiesa celebra i Santi Quattro Coronati, martiri romani del IV secolo la cui testimonianza unisce l’arte alla fedeltà incrollabile al Vangelo. Secondo l’antica tradizioni, Severo, Severiano, Carpoforo e Vittorino, valenti scalpellini e scultori cristiani, insieme a cinque confratelli provenienti dalla Pannonia, pagarono con la vita il loro rifiuto di piegarsi all’idolatria. Sotto il feroce impero di Diocleziano, opposero un fermo ‘no’ alla richiesta di scolpire la statua della divinità pagana Esculapio. Per questo affronto al potere imperiale, subirono il martirio estremo: racchiusi in casse di piombo, furono gettati nelle acque del fiume Tevere. La loro memoria sopravvive non solo nella basilica che a Roma custodisce le loro reliquie, ma soprattutto come fulgido esempio di coerenza cristiana. Ancora oggi, essi sono invocati con devozione come celesti patroni degli scultori, dei muratori e di tutti i lavoratori della pietra, chiamando ogni credente a fare della propria vita un’opera d’arte plasmata dalla grazia divina.





