L’Ordine Carmelitano

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Indagando tra tutti gli Ordini religiosi della Chiesa, l’Ordine carmelitano è  quello che conta l’origine più antica e le più rispettabili tradizioni della vita monastica.

 La storia dell’Ordine risale ai profeti Elia ed Eliseo, antecedenti a Cristo di  circa nove secoli.

Le loro opere venivano svolte in condizioni infelici di missione  con il popolo d’Israele. I due profeti radunarono attorno a se un grande numero di fedeli alla devozione del Signore. Per contrastare la crescente e dilagante apostasia del popolo, sotto il dominio ostile e violento del re Achab, della malvagia moglie Lezabel e successivamente della loro dinastia, radunarono un piccolo gruppo di fedeli  attorno a sé con lo scopo di tenere sempre accesa nei buoni la fiamma della verità e della fede per mantenere alto l’onore del Dio.

Questi fedeli presero il nome biblico di Figli dei Profeti e si organizzarono in scuole, dette appunto scuole dei profeti. Contrariamente a quanto si pensa oggi il profeta non era colui  in grado di anticipare gli avvenimenti futuri per divina illuminazione. Più semplicemente, come si può dedurre dalle Sacre Scritture, era una persona che mostrava la profonda devozione a Dio non solo  attraverso la preghiera e le lodi, ma soprattutto difendendone e sostenendone il culto in una società che sembrava non riconoscerne più la sovranità. Tali uomini erano quindi seguaci di Elia e di Eliseo. Come si legge nel terzo e quarto libro dei Re dell’Antico Testamento si organizzarono in molteplici scuole, se ne contano almeno sette, tutte dirette e riorganizzate da Elia, considerato il padre fondatore dalla tradizione biblica, e successivamente da Eliseo.

Sul monte Carmelo, nacque la più importante di queste scuole, poiché lì  ebbero luogo le imprese eroiche più conosciute dei due profeti. Vi giungevano una volta al mese gli uomini probi di Israele che, impossibilitati a recarsi al tempio di Gerusalemme, poiché diffidati, trovavano conforto nell’ascoltare la parola di coloro che seguendo l’esempio di Elia vivevano contemplando e meditando la Legge del Signore.

Organizzati in vita comunitaria, erano guidati e diretti da un capo. La sorte di queste scuole subì fortune alterne a seconda dei periodi storici: durante le più aspre persecuzioni i figli dei profeti erano costretti a disperdersi e a nascondersi, soprattutto ai tempi di Mia il Profeta temette di aver perso tutti i suoi seguaci.

Il Signore invece lo confortò promettendogli 7000 uomini, numero biblico che indica la perfezione, per la prosecuzione della sua scuola. In una  bellissima lode di Elia nell’Ecclesiastico é lo stesso Spirito Santo che di lui dice che lascia dopo di sé una successione di profeti (Prophetas facis successores posi te!).

Fra questi si collocano i Carmelitani, che hanno sempre riconosciuto Elia come loro unico padre  e guida spirituale e dopo di lui Eliseo, il suo collaboratore più intimo.

I Carmelitani, vivono in ossequio a Gesù Cristo, servono fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandosi nella ricerca del volto del Dio vivente che appartiene alla dimensione contemplativa della vita, nella preghiera, nella fraternità e nel servizio della diakonia in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella.  Questi tre elementi fondamentali del carisma sono strettamente legati l’uno all’altro.

Di seguito alcuni santuari di ordine carmelitano:

http://www.vaticano.com/turismo/scheda_182_santuario-convento-di-san-silvestro.html

http://www.vaticano.com/turismo/scheda_186_santuario-monastero-madre-della-misericordia.html

https://www.vaticano.com/tag/incarnazione-delle-monache-carmelitane-di-avila/

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore, studi specialistici in gestione delle politiche sociali. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni, professore presso l’Istituto Volterra-Elia di Ancona. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.