Papa Giovanni XXIII “Il papa buono”

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Papa Giovanni XXIII “Il papa buono”

Oggi 11 ottobre si festeggia papa Giovanni XXIII, alla nascita Angelo Giuseppe Roncalli, 261° vescovo di Roma e papa della chiesa cattolica, eletto papa il 28 ottobre 1958. Papa Giovanni XXIII è ricordato come “il papa buono”. Già terziario francescano e cappellano militare durante le I Guerra mondiale.

Nasce a Sotto il Monte, un paesino della provincia di Bergamo, il 25 novembre del 1881, da Giovanni Battista Roncalli e da Marianna Mazzola, il quarto di tredici fratelli di una famiglia di umili origini, i suoi parenti infatti lavoravano come contadini. Studia  presso il seminario minore di Bergamo grazie all’aiuto economico di suo zio Zaverio, vincendo in seguito una borsa di studio che gli da l’opportunità di trasferirsi al seminario dell’Apollinare di Roma, noto in seguito con il nome di Pontificio Seminario Romano Maggiore, e completando gli studi a pieni voti.

Vive a Roma e partecipa nel 1903 ai funerali del cardinal Lucido Maria Parocchi, scrivendo: “Se io possedessi la scienza e la virtù sua, potrei ben chiamarmi soddisfatto“. Da giovane, manifesta la devozione per la Vergine con numerosi pellegrinaggi al Santuario della Madonna del Bosco a Imbersago. Nel 1901 si arruola nel 73º Reggimento fanteria, brigata Lombardia, di stanza a Bergamo.

Viene ordinato sacerdote il 10 agosto 1904 dal patriarca Giuseppe Ceppetelli nella chiesa di Santa Maria in Montesanto, in Piazza del Popolo a Roma.

Uno dei discorsi più famosi di papa Giovanni è conosciuto come “discorso della luna“. L’11 ottobre 1962, in occasione della serata di apertura del Concilio, piazza San Pietro era gremita di fedeli. Chiamato a gran voce dai pellegrini giunti a san Pietro, Roncalli decide di affacciarsi, per benedire i presenti. Poi cambiando programma decide di pronunciare a braccio un discorso semplice, dolce, appassionato e poetico, con un particolare richiamo alla luna:

«Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una voce sola, ma riassume la voce del mondo intero. Qui tutto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera – osservatela in alto – a guardare a questo spettacolo

Saluta i fedeli della diocesi di Roma, essendone vescovo, e compie un atto di umiltà indubbiamente senza precedenti, affermando, tra le altre due cose importanti:

«La mia persona conta niente, è un fratello che parla a voi, diventato padre per volontà di Nostro Signore, ma tutti insieme: paternità e fraternità e grazia di Dio, tutto,tutto!. Facciamo onore alle impressioni di questa sera, che siano sempre i nostri sentimenti, come ora li esprimiamo davanti al cielo, e davanti alla terra: fede, speranza, carità, amore di Dio, amore dei fratelli; e poi tutti insieme, aiutati così, nella santa pace del Signore, alle opere del bene.»

Indimenticabili sono le frasi finali, che risvegliano l’animo umano e ne delineano l’umiltà:

«Tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare, dite una parola buona: il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell’amarezza

La lettera Enciclica Pacem in Terris di Giovanni XXIII resta ancor oggi un brano fondamentale della teologia cattolica sociale, della vita civile e della cultura sociale occidentale del Novecento. Snello nella lettura e sufficientemente agevole, è basilare per la comprensione di alcune impronte della politica vaticana e di quella occidentale.

Giovanni XXIII muore il 3 giugno 1963 alle 19:49 , mentre in piazza San Pietro volgeva al termine una messa di preghiera.

Papa Giovanni XXIII viene dichiarato beato da Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000. Nel Martirologio Romano si indica come data di culto quella  del 3 giugno, giorno della sua morte, invece le diocesi di Roma e di Bergamo e l’arcidiocesi di Milano ne celebrano la memoria locale l’11 ottobre, quale data dell’anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II (11 ottobre 1962). Dopo la canonizzazione, è stata stabilita come unica data universale l’11 ottobre.

La Chiesa cattolica ai fini della beatificazione ritiene necessario un miracolo: nel caso di Giovanni XXIII, ha ritenuto sufficiente la miracolosa improvvisa  guarigione, avvenuta a Napoli il 25 maggio 1966, di suor Caterina Capitani, delle Figlie della Carità, affetta da una gastrite ulcerosa emorragica gravissima che l’aveva ridotta in fin di vita. La suora, dopo aver pregato incessantemente papa Giovanni XXIII assieme alle consorelle, dalle notizie raccolte, avrebbe avuto una visione di papa Giovanni XXIII, seguita dalla repentina guarigione, dichiarata in seguito scientificamente inspiegabile dalla Consulta Medica della Congregazione per le Cause dei Santi. Dai primi anni 2000 si sono avute numerose segnalazioni di presunti miracoli riconducibili a papa Giovanni XXIII.

Il 5 luglio 2013 papa Francesco firma il decreto per la canonizzazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II  avvenuta il 27 aprile 2014, prescindendo dai risultati del processo indetto dalla congregazione competente per la veridicità di un secondo miracolo.

Sotto il Monte, il piccolo paese del bergamasco, che diede i natali ad Angelo Roncalli, è diventato meta di numerosi pellegrinaggi. Oltre alla casa natale, suggestivo e  significativo è il museo che monsignor Loris Francesco Capovilla, suo segretario particolare fin dai tempi del suo episcopato a Venezia, ha allestito dal 1988 nella residenza di Ca’ Maitino vicino a Sotto il Monte, luogo dove Papa Roncalli abitualmente si recava nei soggiorni estivi prima di essere eletto papa. Il museo conserva numerosi cimeli appartenuti a Giovanni XXIII  raccolti da monsignor Capovilla, fra i quali il letto su cui il Pontefice spirò il 3 giugno 1963 e l’altare della cappella privata.

http://www.vaticano.com/turismo/scheda_100_santuario-della-madonna-del-bosco.html

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore, studi specialistici in gestione delle politiche sociali. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni, professore presso l’Istituto Volterra-Elia di Ancona. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.