
Oggi la Chiesa celebra la memoria di San Alessandro di Bergamo, un testimone luminoso della fede cristiana e figura chiave tra i martiri militari delle persecuzioni romane. Appartenente alla leggendaria Legione Tebea, composta interamente da soldati cristiani, Alessandro visse nel IV secolo e legò indissolubilmente il suo nome alla fedeltà al Vangelo fino all’estremo sacrificio. Scampato miracolosamente alla celebre decimazione ordinata dall’imperatore Massimiano in Svizzera — dove i legionari si erano rifiutati di compiere atti di persecuzione contro i loro fratelli nella fede e di sacrificare agli dèi pagani —, Alessandro intraprese un viaggio che lo condusse in Italia. Arrestato dapprima a Milano, riuscì a sottrarsi temporaneamente alla condanna grazie a una spettacolare fuga, trovando rifugio e nuova forza a Bergamo. Qui, incurante del pericolo e della caccia all’uomo aperta dalle autorità imperiali, non esitò a predicare apertamente la parola di Cristo, convertendo molti e rafforzando la comunità locale. Nuovamente catturato, affrontò il giudizio e la morte con la stessa fierezza con cui aveva servito sotto le insegne militari, suggellando il suo cammino terreno con il martirio della decapitazione. Oggi patrono della città e della diocesi di Bergamo, la sua figura continua a interrogare i credenti di ogni epoca sul primato della coscienza e sull’autenticità di una fede vissuta senza compromessi, capace di resistere alle lusinghe del potere e alla paura della morte.




