
Oggi la Chiesa celebra la festa liturgica di San Bartolomeo, uno dei dodici apostoli scelti da Gesù, tradizionalmente identificato con quel Natanaele di Cana di Galilea di cui ci parla il Vangelo di Giovanni. Condotto a Cristo dall’amico Filippo, Natanaele fu protagonista di uno dei dialoghi più intensi del Vangelo, suggellato dal celebre elogio del Maestro: «Ecco un vero israelita in cui non c’è falsità». Quella trasparenza d’animo e quell’assenza di doppiezza rimasero il tratto distintivo del suo cammino di discepolo, culminato nella testimonianza estrema del sangue. Secondo le antiche tradizioni storiche orientali, Bartolomeo spese la sua vita annunciando il Vangelo in terre lontane come l’India e l’Armenia. Proprio in Armenia affrontò un atroce martirio, venendo scorticato vivo, un supplizio che l’iconografia ha immortalato consegnandolo alla memoria universale. La sua figura rimane oggi un faro luminoso per ogni credente, un richiamo alla coerenza evangelica, alla ricerca sincera della verità e alla radicalità del dono di sé per amore di Cristo.




