San Casimiro di Cracovia

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San Casimiro Cracovia, santo patrono della Polonia e della Lituania dalla Chiesa cattolica nacque a Cracovia nel 1458.

Casimiro della nobile famiglia dei Jagelloni, nacque a Cracovia nel palazzo reale della città. Terzo figlio di Casimiro IV re di Polonia e della regina Elisabetta d’Austria, Casimiro era nipote di Ladislao II di Polonia.

A partire da nove anni ricevette la propria educazione da Giovanni Dlugosz, storiografo e canonico di Cracovia. A tredici anni gli fu offerto il trono d’Ungheria.

Casimiro accettò il trono convinto di difendere i territori cristiani dall’invasione turca. Tuttavia papa Sisto IV fu contrario alla sua incoronazione per non incrementare le tensioni già elevate con l’Impero Ottomano. Casimiro allora ritornò nella terra natia della Polonia.

Re Casimiro IV cominciò allora ad orientarlo verso la politica interna della Confederazione polacco-lituana everso affari pubblici del regno.  Casimiro dal 1481 al 1483 governò per sette anni lo Stato con grande saggezza ed equilibrio.

Per la sua grande devozione religiosa si sottoponeva e ripetuti ed estenuanti digiuni che probabilmente lo indebolirono fisicamente. Venne così colpito dalla tubercolosi che lo portò alla morte nel 1484, nel corso di un viaggio in Lituania. Morì a Hrodna ma fu sepolto a Vilnius. Le sue spoglie sono tuttora custodite nella Cattedrale della città.

Canonizzazione

Il processo di canonizzazione iniziò nel 1517 quando il vescovo Alberto da Vilnius, assieme al Re Sigismondo III, inviarono la richiesta a Roma. Quindi Papa Leone X affidò a Monsignor Zaccaria Ferreri l’incarico di andare in Polonia per raccogliere testimonianze sulla sua presunta santità. Raccolta la documentazione necessaria, Monsignor Zaccaria la inviò a Roma nel 1520 ed il Pontefice lo canonizzo nel 1521.

In realtà tutta la documentazione, inclusi gli atti della glorificazione di Casimiro, è andata successivamente perduti. Dal punto di vista agiografico rimane solo una Vita beati Casimiri confessoris dove vengono descritte le virtù del Granduca di Lituania, sempre pronto ad andare in soccorso del prossimo, ma il cui corpo tuttavia, provato da frequenti veglie e digiuni, non era riuscito a sostenere un’anima così fatta.

Tali riferimenti, sebbene storicamente poco attendibili, dimostrano tuttavia l’estremo tentativo da parte della Chiesa cattolica di presentare un modello di vita agli abitanti della Lituania, in cui solo da poco si era affermato il cristianesimo.

Chiesa di San Casimiro di Cracovia.

Nel 1602 Papa Clemente VIII approvò la festa del santo, decidendo la canonizzazione. Nel 1604 iniziò ufficialmente il culto con l’invio da Roma a Vilnus di uno stendardo con l’effigie di Casimiro. Nel 1621 Papa Paolo V introdusse la festa del santo nel messale. Nel 1636 Papa Urbano VIII proclamò Casimiro patrono ufficiale della Lituania.

Il culto di Casimiro, si diffuse in tutta la Cristianità, nella Basilica di San Lorenzo a Firenze conserva i resti del santo.

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.