
Oggi la Chiesa ricorda la figura luminosa di San Fiacrio, eremita e monaco irlandese del VII secolo che ha saputo unire la contemplazione mistica alla carità più concreta. Lasciata la sua terra natale per un esilio volontario in Francia, Fiacrio trovò accoglienza presso il vescovo di Meaux, che gli donò un terreno boscoso nella regione di Brie. In quel luogo isolato, il santo edificò un eremo circondato da un grande orto e da un giardino rigoglioso. Non si trattava di un semplice rifugio per la propria anima, ma di un vero e proprio centro di accoglienza e cura: qui Fiacrio coltivava erbe medicinali con cui curava gratuitamente i malati, offrendo inoltre ristoro e cibo ai poveri che accorrevano numerosi da ogni angolo della Gallia. La sua eredità spirituale e materiale vive ancora oggi in modo singolare: San Fiacrio non è infatti solo il santo patrono dei giardinieri e degli ortolani, che vedono in lui un custode del creato, ma è anche protettore dei tassisti. Questo insolito patrocinio deriva dai celebri *fiacres*, le carrozze pubbliche da piazza che presero il nome dall’Hotel de Saint-Fiacre a Parigi, dove venivano stabulate. Una testimonianza di come la santità sappia accompagnare l’uomo sia nella quiete della natura che nelle strade della vita quotidiana.



