
Verbum Supernum Prodiens (Inno eucaristico) – San Tommaso d’Aquino
Verbum supernum prodiens,
nec Patris linquens dexteram,
ad opus suum exiens,
venit ad vitae vesperam.In mortem a discipulo
tradendis arctis aemulis,
per ipsa sic sub specie
dedit salutis hostiam.Se nascens dedit socium,
convescens in edulium,
se moriens in pretium,
se regnans dat in praemium.O salutaris Hostia,
quae caeli pandis ostium:
bella premunt hostilia,
da robur, fer auxilium.
Uni trinoque Domino
sit sempiterna gloria,
qui vitam sine termino
nobis donet in patria. Amen.
Il ‘Verbum Supernum Prodiens’ rappresenta uno dei vertici della poesia liturgica latina, composto da San Tommaso d’Aquino su incarico di Papa Urbano IV nel 1264, in occasione dell’istituzione della solennità del Corpus Domini. L’inno fu concepito per essere cantato durante l’Ufficio divino, offrendo una sintesi teologica magistrale del mistero dell’Eucaristia. Il testo traccia l’intero arco della missione salvifica di Cristo: dall’incarnazione (il Verbo che esce dal seno del Padre) fino al dono di sé nell’Ultima Cena e nel sacrificio della Croce.
Dal punto di vista teologico, l’inno è una densa riflessione sulla presenza reale di Cristo. La terza strofa, in particolare, è celebrata per la sua struttura quasi epigrammatica, in cui Tommaso descrive i quattro momenti del dono di Cristo: nel nascere si fa nostro compagno, nel banchetto diventa nutrimento, nel morire si offre come prezzo di riscatto e nel regno dei cieli si dona come premio eterno. Questa struttura logica riflette la profondità dell’Aquinate, capace di coniugare il rigore della scolastica con la solennità della liturgia.
Curiosamente, le ultime due strofe del ‘Verbum Supernum Prodiens’ sono diventate, nel tempo, un inno a sé stante e tra i più famosi della cristianità: l’O Salutaris Hostia. Questo brano è comunemente utilizzato durante l’esposizione e l’adorazione del Santissimo Sacramento. La distinzione tra il corpo dell’inno originale e questa sezione finale evidenzia come, nella tradizione cattolica, il testo di San Tommaso sia passato dall’essere un’opera di dottrina dotta a diventare parte integrante della devozione popolare quotidiana, testimoniando la vitalità inesauribile del pensiero del Dottore Angelico.




