Cabras rinnova la sua promessa: la Corsa degli Scalzi tra fede, fatica e tradizione

La Corsa degli Scalzi ha rinnovato anche quest’anno uno dei riti più intensi e identitari della Sardegna, portando a Cabras e nel territorio del Sinis migliaia di fedeli e visitatori per assistere a una tradizione che da oltre quattro secoli unisce fede, memoria e appartenenza. Il momento più atteso della Festa di San Salvatore si è svolto sabato 5 e domenica 6 settembre, all’interno di un calendario di celebrazioni iniziato il 28 agosto e concluso il 7 settembre con la processione di Santu Srabadoeddu. Protagonisti della Corsa sono Is Curridoris, gli uomini di Cabras che, vestiti con il tradizionale saio bianco e rigorosamente a piedi nudi, accompagnano il simulacro del Santissimo Salvatore lungo i circa sette chilometri che separano il paese dal villaggio di San Salvatore di Sinis. Sono stati circa novecento i corridori che hanno preso parte all’edizione 2026, affrontando all’alba di sabato 5 settembre il percorso da Cabras verso il villaggio, per poi ripetere la corsa in senso inverso al tramonto di domenica 6 settembre, quando il simulacro è stato riportato in paese. Un tragitto segnato dalla fatica, dalla polvere sollevata dai piedi nudi e dalle invocazioni dei partecipanti, ma soprattutto da una devozione che continua a essere tramandata di generazione in generazione. La Corsa degli Scalzi non è infatti una semplice rievocazione storica né uno spettacolo costruito per il pubblico, ma un vero e proprio rito religioso, un gesto di fede e di sacrificio profondamente legato alla storia della comunità di Cabras. La tradizione affonda le proprie origini nel Seicento e viene tramandata come memoria del salvataggio del simulacro durante un’incursione, quando gli abitanti avrebbero portato il Santo lontano dal pericolo. Da allora, quella corsa continua a rappresentare una promessa rinnovata ogni anno, alla quale partecipano uomini di età diverse, alcuni per devozione, altri per una grazia ricevuta, altri ancora per custodire una tradizione che hanno imparato a conoscere attraverso le proprie famiglie. Anche nell’edizione appena conclusa, il passaggio dei Curridoris è stato seguito da una folla numerosa di fedeli e turisti, accorsi lungo il percorso per assistere a uno dei momenti più suggestivi della festa. Gli abiti bianchi segnati dalla polvere e dal sudore, il simulacro portato in spalla e la corsa compatta degli uomini hanno restituito l’immagine di un rito che conserva ancora oggi tutta la sua forza. Il ritorno del Santo a Cabras, domenica 6 settembre, è stato accompagnato dall’emozione della comunità, tra applausi, abbracci e lacrime, in un momento in cui la dimensione individuale del sacrificio si è trasformata ancora una volta in un’esperienza collettiva. Attorno alla Corsa si è sviluppato l’intero programma della Festa di San Salvatore, con undici giorni di celebrazioni religiose e appuntamenti civili che hanno coinvolto il paese e il villaggio di San Salvatore di Sinis, confermando quanto questa ricorrenza rappresenti ancora oggi uno dei momenti più importanti dell’identità di Cabras. La Corsa degli Scalzi continua così a raccontare una Sardegna profondamente legata alle proprie radici, capace di custodire le sue tradizioni senza trasformarle in una semplice rappresentazione del passato: ogni anno, tra i sette chilometri percorsi a piedi nudi e la polvere delle strade del Sinis, si rinnova infatti un legame antico che unisce fede, memoria e comunità.

Redazione
Redazione

Canale editoriale ufficiale di Vaticano.com, composto da giornalisti, analisti e collaboratori specializzati in informazione religiosa
Dalla cronaca delle grandi encicliche alla riscoperta dei cammini spirituali e dei santuari nel territorio, la redazione lavora per offrire un'informazione accurata, limpida e accessibile a tutta la comunità dei fedeli.