La città che porta il nome della sua patrona: Quartu celebra Sant’Elena Imperatrice

Quartu Sant’Elena si prepara a vivere uno degli appuntamenti più importanti e sentiti del proprio calendario, la festa patronale dedicata a Sant’Elena Imperatrice, una celebrazione che quest’anno accompagnerà la città dal 7 al 20 settembre e che intreccia storia, devozione, tradizioni popolari e appuntamenti capaci di coinvolgere l’intera comunità. La ricorrenza centrale cade il 14 settembre, giorno dell’Esaltazione della Santa Croce, una data che rende particolarmente significativo il legame tra Quartu e la sua patrona. Secondo la tradizione cristiana, infatti, Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, è legata al ritrovamento della Vera Croce durante il suo viaggio in Terra Santa. Proprio per questo la festa quartese si svolge in settembre, anche se la memoria della Santa ricorre nel calendario liturgico il 21 maggio. Il rapporto con Sant’Elena è così profondo che la città stessa porta il suo nome: nel 1826 l’antica denominazione di Quarto venne infatti affiancata da quella della Santa, dando origine a Quartu Sant’Elena. Un legame che ogni anno torna a vivere attraverso giorni di celebrazioni e appuntamenti che trasformano il centro cittadino in un grande spazio di incontro. I festeggiamenti del 2026 sono stati preceduti da uno dei momenti più suggestivi e intimi della tradizione, il rito della vestizione del simulacro. La statua processionale della Santa viene preparata attraverso gesti tramandati nel tempo: viene ripulita e poi adornata con i polsini in pizzo, la corona e la croce, elementi che comprendono anche ex voto donati dai fedeli e che raccontano il rapporto personale e collettivo che la comunità mantiene con la propria patrona. Dal 7 settembre la Basilica di Sant’Elena è diventata il centro della preparazione spirituale con il triduo di preghiera, mentre dal 10 settembre la festa entra nel vivo con un programma che si allarga alle piazze, alle strade e ai luoghi più rappresentativi della città. Un’edizione che assume anche un particolare valore di incontro grazie alla presenza della Banda Musicale Sant’Elena di Birkirkara, da Malta, un gemellaggio nato attorno alla comune devozione per la Santa e destinato a trasformarsi in un’occasione di conoscenza e amicizia tra le due comunità. Nei giorni della festa spazio anche alla musica, alle mostre dedicate all’uva e alla vendemmia, alle degustazioni dei prodotti del territorio e agli appuntamenti dedicati alla cultura locale, ma il momento più atteso resta quello di domenica 13 settembre, quando il simulacro di Sant’Elena attraverserà in processione le vie del centro cittadino accompagnato dai Comitati, dalle associazioni, dalle confraternite, dai gruppi folk e dai tanti fedeli che ogni anno prendono parte a uno dei momenti più solenni della festa. Al termine della processione verrà impartita la benedizione con la reliquia del Lignum Crucis, richiamando ancora una volta quel legame tra Sant’Elena e la Croce che rappresenta il cuore stesso della ricorrenza. Il giorno successivo, lunedì 14 settembre, Quartu celebrerà la propria patrona con le Messe che accompagneranno l’intera giornata e con la solenne concelebrazione delle 11.30 nella Basilica di Sant’Elena. La festa proseguirà poi nei giorni successivi con la commedia dialettale e le iniziative sportive, per arrivare al fine settimana del 19 e 20 settembre, quando tornerà uno degli appuntamenti più rappresentativi delle tradizioni cittadine: la Sfilata dell’uva, con le etnotraccas, i carri, i calessi tradizionali, gli agricoltori quartesi e i gruppi folk provenienti da diverse località della Sardegna. Sarà un lungo corteo dedicato al mondo agricolo e alla cultura popolare, accompagnato dalla distribuzione dell’uva e dalla musica della tradizione. La conclusione dei festeggiamenti sarà affidata alla Qurri 2026, la corsa della Festa di Sant’Elena, con una gara competitiva di dieci chilometri e una prova aperta anche agli amatori. La festa patronale di Quartu Sant’Elena racconta così una città che, attraverso la figura della propria Santa, ritrova anche una parte della propria storia. C’è Sant’Elena Imperatrice, figura legata alla memoria della Croce e alla storia del cristianesimo, ma c’è anche una comunità che nel corso dei secoli ha scelto di affidare alla sua patrona un posto così importante da legarne il nome persino a quello della città. Tra il rito antico della vestizione, la grande processione, le celebrazioni nella Basilica, la musica, l’uva e i carri della tradizione, Quartu torna così a celebrare non soltanto la propria patrona, ma un legame che continua a attraversare il tempo e a riunire ogni anno un’intera comunità.

Redazione
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