
Preghiera per la perseveranza – Sant’Alfonso Maria de’ Liguori
Signore, Dio mio,
io non ti chiedo ricchezze né onori,
ma ti chiedo la grazia della perseveranza.
Tu sai che la mia debolezza è grande,
e che senza il tuo aiuto non posso nulla.
Dammi, o Signore, la forza di rimanerti fedele
fino al mio ultimo respiro.
Non permettere che io mi separi mai da te.
Maria, Madre mia, ottienimi tu questa grazia,
tu che sei la speranza di chi ti invoca.
Amen.
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Dottore della Chiesa e fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore, ha fatto della ‘perseveranza finale’ uno dei pilastri fondamentali della sua teologia morale e ascetica. Questa preghiera riflette l’umiltà profonda del Santo napoletano, il quale, pur essendo un intellettuale raffinato e un giurista di fama, riconosceva costantemente la fragilità della condizione umana dinanzi alla tentazione e al peccato.
Dal punto di vista storico, l’insistenza di Sant’Alfonso sulla perseveranza non è frutto di un pessimismo di fondo, bensì di una cristocentrismo radicale. Per Alfonso, la salvezza non è un traguardo conquistato dalle sole forze dell’uomo, ma un dono gratuito di Dio che richiede una cooperazione quotidiana. Il contesto teologico in cui si inserisce è quello della ‘teologia del cuore’, tipica del XVIII secolo, che sposta l’accento dal rigore del legalismo alla fiducia nella misericordia divina.
Una curiosità teologica rilevante riguarda il ruolo di Maria in questo testo. Sant’Alfonso è noto per la sua opera ‘Le Glorie di Maria’, dove teorizza che la Vergine sia la mediatrice necessaria di tutte le grazie. In questa preghiera, la invocazione finale non è un’aggiunta ornamentale, ma un atto di affidamento sicuro: il fedele riconosce che, mentre la sua volontà può vacillare, l’intercessione materna di Maria è il ‘porto sicuro’ che garantisce la stabilità nel cammino verso la santità.




