San Nicola di Bari

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San Nicola di Bari fu un vescovo greco di Myra, e viene considerato e venerato come santo da diverse confessioni cristiane, tra cui la Chiesa cattolica.
Si ritiene sia nato a Patara di Licia intorno al 15 marzo 270, e della sua infanzia non ci sono dati certi. Di sicuro ad un certo punto della sua vita lasciò la città natale, per trasferirsi a Myra (l’attuale Demre), provincia bizantina sempre nei territorio di Licia, dove fu ordinato sacerdote. Grazie al suo operato, alla morte del vescovo di Myra fu acclamato come nuovo vescovo dalla popolazione. Durante le persecuzioni volute da Diocleziano fu prima imprigionato e poi esiliato nel 305, ma potè riprendere l’attività apostolica nel 313, quando Costantino lo liberò.
Pur non essendo certi della sua partecipazione al Concilio di Nicea del 325, la tradizione vuole San Nicola presente come forte critico dell’Arianesimo e difensore dell’ortodossia cattolica, di cui mostra una fede radicata anche nei suoi scritti. Incontrò la morte probabilmente il 6 dicembre dell’anno 343, sempre a Myra.

La sua tomba fu posta fuori dall’abitato di Myra e fin da subito fu meta di pellegrini, soprattutto provenienti dall’Asia Minore; nella sola Costantinopoli, nel VI secolo, c’erano ben 25 chiese dedicate a San Nicola. Le sue reliquie furono poste nella cattedrale della città, per essere trasportate a Bari nell’undicesimo secolo, per portarlo in salvo da mani eretiche, essendo Myra caduta in mano ai mussulmani. Giunsero a Bari il 9 maggio 1087.
Numerosi scritti dell’epoca parlano di lui e contribuirono a diffonderne la venerazione, tanto che già dal Medioevo risulta uno dei santi più popolari del cristianesimo. Inutile dire che anche a causa di questo voci su miracoli e varie leggende che lo vedono protagonista presero a diffondersi, con il comune denominatore di sue gesta a favore di poveri, bisognosi e persone vittime di inganni. Una tradizione racconta come San Nicola portasse doni ai bambini, spesso accompagnato dagli angeli, infatti il personaggio di Babbo Natale prende diretta ispirazione dalla figura del santo. Grazie a queste storie prese piede la considerazione di San Nicola come santo benefattore e protettore dei più deboli, in particolare dei bambini.

In genere il santo viene raffigurato vestito con eleganti abiti vescovili, con mitra e pastorale. Ancora oggi San Nicola è venerato in molti paesi europei, non solo in Italia, come la Francia, i Paesi Bassi, il Belgio, l’Austria, la Germania, la Repubblica Ceca, l’Estonia e il Belgio. Viene annoverato come patrono della Russia, della Lorena e della città di Amsterdam, ed è inoltre protettore di mercanti, commercianti, marinai, pescatori, bambini, farmacisti, scolari, avvocati, prostitute e delle vittime degli errori giudiziari. Centinaia le città italiane di cui San Nicola è patrono, tanto da renderlo probabilmente il santo con il maggior patronato.

Il giorno dedicato alla sua memoria è il 6 dicembre, cioè quello in cui si ritiene sia morto. Nel nostro paese, in cui il culto di San Nicola è molto sentito, soprattutto in meridione, in precedenza era una memoria facoltativa, ma dal 2017 è diventata obbligatoria. A livello locale, il santo viene celebrato anche l’8 maggio, come ad esempio avviene a Bari, in cui dal 7 al 9 maggio in cui si tiene una grande festa commemorativa, con un corteo storico che porta in processione la statua del santo, ricordando il giorno in cui le sue reliquie raggiunsero la città. Per l’occasione accorrono numerosi pellegrini, da altre regioni italiane ma anche dai paesi ortodossi.

Autore: Redazione