
Oggi la Chiesa celebra la memoria liturgica di Santa Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, vergine, martire e compatrona d’Europa. Figura straordinaria del Novecento, la sua vita si è mossa sul crinale tra la ricerca filosofica più rigorosa e la mistica cristiana più profonda. Nata in seno all’ebraismo e brillante allieva del filosofo Edmund Husserl, la sua sete inesauribile di verità trovò una svolta decisiva nella lettura dell’autobiografia di Santa Teresa d’Avila, che la condusse alla conversione al cattolicesimo e al battesimo nel 1922. Il suo percorso spirituale culminò nell’ingresso nel monastero delle Carmelitane Scalze di Colonia. Qui, unendo la sua preghiera alla passione di Cristo, visse gli anni bui dell’ascesa nazista. Trasferita in Olanda per salvarsi dalle persecuzioni, non poté sfuggire alla furia del regime: fu arrestata dalla Gestapo come rappresaglia per la lettera pastorale dei vescovi cattolici olandesi contro il razzismo. Deportata ad Auschwitz, affrontò la morte nelle camere a gas offrendo la sua vita per il suo popolo e per la pace nel mondo. Giovanni Paolo II l’ha proclamata compatrona d’Europa, elevandola a simbolo delle tragedie e delle speranze del continente.




