
La memoria liturgica odierna celebra la figura di Sant’Apollinare, venerato come il primo vescovo e martire della Chiesa di Ravenna. La tradizione agiografica lo descrive come un discepolo diretto di San Pietro, inviato dall’Apostolo stesso nell’attuale Emilia-Romagna per portare il messaggio del Vangelo in terre ancora dominate dal paganesimo. La sua missione fu caratterizzata da una fede incrollabile e dal compimento di prodigi che ne diffusero rapidamente la fama. Tuttavia, questo zelo missionario gli attirò l’ostilità dei pagani locali, costringendolo a subire durissime persecuzioni. Apollinare non rinnegò mai la propria missione, testimoniando la sua fedeltà a Cristo fino al martirio, avvenuto a seguito delle gravissime ferite riportate durante le torture. Il suo legame con la città di Ravenna rimane indissolubile, immortalato nella maestosità della basilica a lui intitolata a Classe, capolavoro dell’arte bizantina e testimonianza di come il sangue del martire abbia posto le fondamenta per una delle comunità cristiane più influenti della storia occidentale.




