
Invocazione al Santo Nome di Gesù – San Bernardino da Siena
Gesù, Nome dolce, Nome diletto,
Nome che dà conforto e vigore.
Tu sei il rifugio dell’anima pentita,
tu sei la speranza di chi ti invoca.
O Gesù, per la virtù del tuo santo Nome,
perdonaci, salvaci e assistici,
ora e nell’ora della nostra morte.
Amen.
L’Invocazione al Santo Nome di Gesù è intrinsecamente legata alla figura di San Bernardino da Siena, il grande predicatore francescano del XV secolo che fece della devozione al “Trigramma” (JHS) il fulcro della sua missione itinerante. Bernardino non fu solo un oratore, ma un teologo profondamente mistico che vedeva nel Nome di Gesù non una semplice parola, ma una presenza reale e salvifica capace di pacificare le lotte tra le fazioni cittadine del tempo.
Storicamente, questa devozione si diffuse in un contesto di grande fermento religioso. Bernardino fu persino chiamato a rispondere dinanzi al tribunale dell’Inquisizione a Roma, poiché la venerazione di una tavoletta lignea col Nome di Cristo era stata scambiata da alcuni per idolatria. Tuttavia, grazie alla difesa di San Giovanni da Capestrano e alla saggezza di Papa Martino V, la pratica fu non solo legittimata, ma incoraggiata, diventando un pilastro della spiritualità dell’Osservanza francescana.
Teologicamente, l’invocazione si rifà alla dottrina paolina secondo cui “nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi”. Per Bernardino, il Nome è “luce della fede”, “cibo dell’anima” e “medicina per le infermità”. La preghiera riflette questa visione: il Nome non è invocato come un talismano, ma come il centro vitale dell’esistenza cristiana, un rifugio costante che accompagna il fedele dal momento della conversione fino al passaggio finale verso l’eternità.




