
Nel calendario liturgico odierno, la Chiesa celebra la memoria di San Nicandro e San Marciano, due soldati romani di stanza a Venafro, nel cuore del Molise, la cui testimonianza rimane un pilastro indelebile del martirologio cristiano del IV secolo. In un’epoca segnata dalle persecuzioni di Diocleziano, questi due ufficiali, dopo aver abbracciato il Vangelo, scelsero la via del sacrificio supremo anziché abiurare la propria fede. Portati dinanzi al governatore Massimo, rifiutarono categoricamente di immolare incenso agli dei pagani, consuetudine obbligatoria per chi serviva l’impero. La loro ferma resistenza, mossa da una lealtà superiore verso Cristo, si concluse con la decapitazione. Oggi, la loro figura non rappresenta solo un ricordo storico, ma un monito potente sull’integrità della coscienza, capace di superare le barriere del tempo e del potere terreno.



