
Oggi la Chiesa celebra la memoria di San Giuseppe Cafasso, figura luminosa del XIX secolo torinese, la cui eredità spirituale continua a risuonare nella storia della santità. Presbitero e rettore del Convitto Ecclesiastico di Torino, Cafasso non fu solo un docente di teologia morale, ma un vero ‘maestro di formatori’, capace di plasmare generazioni di preti e di accompagnare il cammino vocazionale di figure epocali come San Giovanni Bosco. Tuttavia, il tratto più distintivo e toccante della sua vita fu il suo apostolato tra gli ultimi, in particolare nelle carceri di Torino. Conosciuto dal popolo come il ‘Prete della Forca’, Cafasso scelse di stare accanto ai condannati a morte fino all’ultimo istante, offrendo loro non solo il conforto della confessione e della preghiera, ma una presenza umana capace di infondere dignità laddove la società vedeva solo disprezzo. La sua vita ci ricorda che la vera missione del sacerdote è quella di farsi prossimo di chi è ai margini, testimoniando un amore che non conosce frontiere né pregiudizi.




