Nunc sancte nobis spiritus: L’Inno dell’Ora Terza

Preghiera dell’Ora Terza: Nunc sancte nobis spiritus

Nunc, Sancte, nobis Spiritus,
Unum Patri cum Filio,
Dignare promptus ingeri
Nostro refusus pectori.

Os, lingua, mens, sensus, vigor
Confessionem personent:
Flammescat igne caritas,
Accendat ardor proximos.

Praesta, Pater piissime,
Patrique compar Unice,
Cum Spiritu Paraclito
Regnans per omne saeculum. Amen.

L’inno ‘Nunc sancte nobis spiritus’ rappresenta uno dei pilastri della Liturgia delle Ore, specificamente destinato all’Ora Terza. Dal punto di vista storico, questo componimento appartiene alla tradizione dell’innodia medievale, attribuito dalla tradizione a sant’Ambrogio, sebbene gli studi filologici moderni tendano a collocarlo in un ambito monastico carolingio, tra il IX e il X secolo. La sua funzione era quella di santificare il momento della mattinata, associandolo teologicamente alla discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo durante la Pentecoste, evento che, secondo gli Atti degli Apostoli, avvenne proprio alla ‘terza ora’.

Teologicamente, l’inno è una profonda invocazione pneumatologica. Il fedele chiede che lo Spirito non resti un’entità astratta, ma che penetri letteralmente nel petto del credente (nostro refusus pectori). Si tratta di una richiesta di trasfigurazione integrale dell’essere umano: la bocca, la lingua, la mente e i sensi sono chiamati a diventare strumenti di una confessione di fede che non è solo verbale, ma vitale. L’immagine del fuoco, richiamata nelle strofe, funge da sintesi perfetta della natura dello Spirito, che brucia le scorie del peccato per accendere la carità verso il prossimo.

Una curiosità liturgica risiede nel legame intrinseco tra questa preghiera e l’istituzione del tempo sacro nella giornata del monaco e del cristiano. L’Ora Terza, corrispondente alle 9:00 del mattino, è il momento in cui, nel racconto evangelico, Gesù viene condotto al supplizio della Croce. La preghiera del ‘Nunc sancte’ trasforma quindi questo momento di sofferenza in un’effusione di grazia, ricordando che il sacrificio di Cristo ha aperto la strada alla venuta del Paraclito, che ora regna nell’unità della Trinità per tutti i secoli. La chiusura doxologica, rivolta al Padre, al Figlio e allo Spirito, ribadisce la natura trinitaria del culto cristiano, rendendo questo inno una sintesi perfetta della dogmatica cattolica espressa in forma poetica.

Padre Bernardo
Padre Bernardo

Frate Minore Francescano, teologo e custode della tradizione liturgica. Dedica la sua vita alla preghiera contemplativa e allo studio delle vite dei Santi. Attraverso le sue riflessioni, guida i fedeli alla riscoperta delle radici più profonde della devozione cattolica e delle grandi suppliche della tradizione ecclesiale, unendo l'umiltà francescana al rigore dottrinale.