
Preghiera di ringraziamento – San Giovanni Crisostomo
Gloria a Te, o Dio, nostro Re, onnipotente,
che con la Tua provvidenza hai disposto tutto per noi,
per il nostro bene e per la nostra salvezza.
Ti ringraziamo per tutti i benefici che ci hai elargito:
per quelli che conosciamo e per quelli che ignoriamo,
per quelli visibili e per quelli invisibili,
per quelli donati nell’infanzia e per quelli ricevuti finora.
Ti rendiamo grazie, o Signore, anche per le prove e le sofferenze,
poiché esse sono strumenti della Tua sapiente pedagogia.
Accogli, o Padre, questo sacrificio di lode dalle nostre labbra indegne,
e concedici di rimanere sempre nel Tuo amore.
Amen.
San Giovanni Crisostomo, il cui nome significa ‘Bocca d’Oro’ per la sua straordinaria eloquenza, è una delle figure più imponenti della patristica. Vescovo di Costantinopoli tra il IV e il V secolo, Crisostomo ha infuso nella liturgia e nella preghiera quotidiana una profonda consapevolezza della sovranità divina. Questa preghiera di ringraziamento non è solo un esercizio di pietà, ma riflette la sua celebre esortazione: ‘Gloria a Dio per tutto’, parole che egli pronunciò proprio negli ultimi istanti della sua vita, durante un esilio estenuante e ingiusto.
Teologicamente, il testo si inserisce nella tradizione bizantina di ‘eucaristia’ (ringraziamento) universale. La distinzione tra benefici ‘conosciuti e ignorati’, così come tra quelli ‘visibili e invisibili’, rivela una visione spirituale in cui il fedele riconosce che l’azione di Dio è infinitamente più vasta di quanto la limitata percezione umana possa cogliere. È un atto di umiltà che invita il credente a non limitare la gratitudine solo ai momenti di prosperità, ma ad estenderla fino a comprendere la Croce.
Una curiosità storica affascinante riguarda proprio il momento della morte del Santo, avvenuta a Comana nel 407 d.C. Nonostante fosse stato deposto ingiustamente e sottoposto a lunghi viaggi forzati, la sua ultima testimonianza fu un inno di lode. Questa preghiera è diventata, nei secoli, il pilastro della spiritualità orientale per chiunque si trovi in una situazione di difficoltà, trasformando il dolore in un’offerta di ringraziamento, secondo il modello cristocentrico predicato dal ‘Dottore della Chiesa’ per eccellenza.




