
Preghiera della fiducia illimitata nella Provvidenza – San Francesco di Sales
O Dio mio, Voi sapete ciò che mi manca,
e io non ho che Voi per provvedere ai miei bisogni.
Io ripongo tutta la mia fiducia in Voi.
Lasciatemi fare, Signore, lasciate fare a Voi,
Voi sapete tutto, Voi potete tutto,
Voi mi amate e volete il mio bene.
Io mi abbandono intieramente alla vostra infinita Misericordia.
Sia fatta la vostra volontà in me, in tutti i miei cari, oggi e sempre.
Amen.
La preghiera della fiducia illimitata nella Provvidenza affonda le sue radici nella profonda spiritualità di San Francesco di Sales (1567-1622), vescovo di Ginevra e Dottore della Chiesa. Noto come il “Santo della gentilezza”, Francesco ha speso la sua vita pastorale e intellettuale per dimostrare che la santità è una vocazione universale, accessibile a chiunque nel proprio stato di vita. Questo testo raccomanda un abbandono radicale e filiale a Dio, superando l’ansia e il controllo umano per affidarsi interamente all’amore provvidenziale del Creatore.
Dal punto di vista teologico, questa preghiera si inserisce nel cuore del cosiddetto “ottimismo salesiano”. In un’epoca segnata da rigorosi e spesso spaventosi rigurgiti giansenisti o da tensioni religiose e politiche estenuanti, San Francesco di Sales insegnava che Dio non è un sovrano severo da cui fuggire, ma un Padre tenerissimo che desidera la salvezza e la felicità delle sue creature più di quanto esse stesse la desiderino. L’espressione “lasciatemi fare, Signore, lasciate fare a Voi” è diventata un mantra spirituale, ripreso successivamente da innumerevoli mistici, tra cui Santa Teresa di Lisieux nella sua “piccola via” dell’infanzia spirituale.
Una curiosità affascinante legata a questa tradizione di preghiera riguarda il suo utilizzo pratico nella direzione spirituale che Francesco curava attraverso un’intensa corrispondenza epistolare. Molte delle sue lettere a laici, in particolare a Santa Giovanna Francesca di Chantal, contenevano esortazioni simili a non preoccuparsi del domani. Oggi, questo testo continua a risuonare con una straordinaria attualità in una società iper-connessa e dominata dall’ansia da prestazione e dall’incertezza economica, offrendo un balsamo spirituale che invita al silenzio interiore e alla pace del cuore.




