
Preghiera di affidamento della gioventù – San Giovanni Paolo II
O Spirito Santo, che ti sei donato ai giovani,
effondi su di loro la tua luce e la tua forza.
Rendili capaci di essere protagonisti della nuova evangelizzazione,
costruttori di civiltà dell’amore e testimoni di Cristo nel mondo.
Fa’ che, guidati dal tuo soffio,
camminino con gioia sulle vie della santità,
coraggiosi annunciatori del Vangelo della vita.
Amen.
La preghiera di affidamento della gioventù rappresenta il cuore pulsante del pontificato di San Giovanni Paolo II, il Papa che per primo comprese l’importanza strategica e spirituale di un dialogo diretto con le nuove generazioni. Questa invocazione non è solo una supplica, ma un vero e proprio mandato missionario che il Pontefice ha voluto affidare ai ragazzi di tutto il mondo, in particolare nel contesto delle Giornate Mondiali della Gioventù da lui istituite nel 1985.
Dal punto di vista teologico, il testo si articola attorno alla figura dello Spirito Santo come ‘datore di doni’ e motore dell’evangelizzazione. L’invocazione riflette la visione di Karol Wojtyła, secondo cui i giovani non sono solo i destinatari della cura pastorale della Chiesa, ma i veri ‘protagonisti’ del futuro. Il richiamo alla ‘civiltà dell’amore’ rimanda direttamente al magistero di Paolo VI, rielaborato da Giovanni Paolo II come obiettivo concreto per una società smarrita nel secolarismo.
Una curiosità storica interessante riguarda il legame inscindibile tra questa preghiera e l’impegno di vita di Wojtyła. Per il Papa polacco, la gioventù era una categoria dello spirito, non solo anagrafica: egli vedeva nei giovani il ‘sale della terra’ capace di opporsi alle ideologie totalitarie. Questa preghiera viene spesso recitata ancora oggi durante i pellegrinaggi e le veglie di preghiera, fungendo da bussola per migliaia di giovani che cercano un senso profondo alla propria vocazione nel mondo contemporaneo.


