
Angelus Domini (Preghiera dell’Incarnazione)
V. L’angelo del Signore portò l’annuncio a Maria.
R. ed ella concepì per opera dello Spirito Santo.
Ave Maria…
V. Eccola ancella del Signore.
R. Sia fatto di me secondo la tua parola.
Ave Maria…
V. E il Verbo si è fatto carne.
R. Ed ha abituato in mezzo a noi.
Ave Maria…
V. Prega per noi, Santa Madre di Dio.
R. Affinché siamo fatti the di Cristo.
Preghiamo:
Infondi, Signore, la tua grazia nei nostri cuori; tu, che all’annuncio dell’angelo hai rivelato l’incarnazione del Cristo, tuo Figlio, guidaci, per la sua passione e la sua croce, alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.
L’Angelus Domini, noto comunemente come l’Angelus, è una delle preghiere tradizionali più diffuse e amate nel cattolicesimo, scandendo storicamente i momenti chiave della giornata dei fedeli: il mattino, il mezzogiorno e la sera. La sua struttura essenziale rievoca il mistero centrale dell’Incarnazione, il momento in cui il Verbo divino si è fatto uomo nel grembo della Vergine Maria, unendo indissolubilmente la dimensione divina a quella umana.
Dal punto di vista storico, le origini di questa pratica devozionale risalgono al Medioevo. La recita serale fu la prima a diffondersi, introdotta nel XIII secolo (attorno al 1269 dai Francescani) come invito a pregare per la pace e a ricordare la chiamata alla salvezza. Successivamente, nel XIV secolo, si aggiunse la preghiera del mattino, legata alla commemorazione della resurrezione e alla protezione della giornata. L’usanza della recita a mezzogiorno, legata in particolare al ricordo della Passione di Cristo e consolidata da Papa Callisto III nel XV secolo, completò il ciclo quotidiano delle tre campane dell’Angelus.
Teologicamente, l’Angelus è una sintesi mirabile del dogma cristiano: parte dal fiat di Maria, modello di ogni credente nell’accogliere la volontà di Dio, per giungere al fulcro della fede cristiana: l’Incarnazione («E il Verbo si è fatto carne»). La preghiera non è soltanto una pia commemorazione storica, ma un invito a conformare la propria vita al mistero di Cristo. Papa Giovanni Paolo II, tra i pontefici moderni, ha fortemente rilanciato la recita pubblica domenicale dell’Angelus da Piazza San Pietro, trasformandolo in un appuntamento mediatico e pastorale di rilievo globale per dialogare con i fedeli sui temi caldi del mondo contemporaneo.




