
Canone Romano / Preghiera Eucaristica I (Origine IV-V secolo)
Te igitur, clementissime Pater, per Iesum Christum, Filium tuum, Dominum nostrum, supplices rogamus ac petimus, uti accepta habeas et benedicas, haec dona, haec munera, haec sancta sacrificia illibata.
In primis, quae tibi offerimus pro Ecclesia tua sancta catholica: quam pacificare, custodire, adunare et regere digneris toto orbe terrarum, una cum famulo tuo Papa nostro [N.] et Antistite nostro [N.] et omnibus orthodoxis atque catholicae et apostolicae fidei cultoribus.
Memento, Domine, famulorum famularumque tuarum [N. et N.] et omnium circumstantium, quorum tibi fides cognita est et nota devotio, pro quibus tibi offerimus, vel qui tibi offerunt hoc sacrificium laudis, pro se suisque omnibus, pro redemptione animarum suarum, pro spe salutis et incolumitatis suae: tibique reddunt vota sua aeterno Deo, vivo et vero.
Il Canone Romano, noto liturgicamente come Preghiera Eucaristica I, rappresenta il pilastro fondamentale della liturgia latina. Le sue origini risalgono al IV-V secolo, un periodo cruciale in cui la lingua latina iniziò a consolidarsi come veicolo ufficiale della preghiera ecclesiale a Roma, sostituendo gradualmente il greco. Il testo, pur subendo lievi mutamenti nel corso dei secoli, ha mantenuto una struttura solenne e una teologia profonda, centrata sull’offerta del Sacrificio incruento e sulla mediazione di Cristo.
Dal punto di vista teologico, il Canone Romano è una preghiera di intercessione universale e di comunione. Attraverso l’invocazione ‘Te igitur’, il sacerdote si rivolge al Padre, chiedendo l’accettazione dei doni offerti. La struttura riflette la visione della Chiesa come corpo unitario, includendo la menzione del Papa e del Vescovo locale, segno di una gerarchia che serve la comunione dei fedeli. È una preghiera che non parla solo del presente, ma inserisce l’assemblea nella ‘memoria’ perenne del sacrificio di Cristo.
Una curiosità storica affascinante riguarda la sua persistenza: nonostante la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II abbia introdotto molteplici Preghiere Eucaristiche, il Canone Romano è rimasto l’unica preghiera eucaristica fissa per secoli nel Rito Romano. La sua solennità, scandita da formule come ‘pro redemptione animarum suarum’, ci ricorda che ogni celebrazione eucaristica è un atto escatologico che collega la comunità terrena al Mistero pasquale dell’eterno Dio, vivo e vero.




