
Preghiera per glorificare la Divina Misericordia – Santa Faustina Kowalska
O Dio di grande misericordia, Bontà infinita, ecco che oggi tutta l’umanità grida dall’abisso della sua miseria verso la Tua misericordia, verso la Tua compassione, o Dio; e grida con la voce potente della sua sofferenza.
Dio benevolo, non respingere la preghiera degli esuli di questa terra! O Signore, Bontà incomprensibile, Tu conosci perfettamente la nostra miseria e sai che con le nostre forze non possiamo elevarci a Te.
Perciò Ti imploriamo: prevenici con la Tua grazia e moltiplica incessantemente in noi la Tua misericordia, affinché possiamo compiere fedelmente la Tua santa volontà, durante tutta la vita e nell’ora della nostra morte.
Che l’onnipotenza della Tua misericordia ci protegga dagli assalti dei nemici della nostra salvezza, affinché con fiducia, come Tuoi figli, attendiamo la Tua venuta ultima, che solo Tu conosci.
E speriamo di ottenere tutto ciò che ci è stato promesso da Gesù, nonostante la nostra miseria, perché Gesù è la nostra Speranza: attraverso il Suo Cuore Misericordioso, come attraverso una porta aperta, entriamo nel cielo. Amen.
Questa solenne invocazione appartiene al ricchissimo corpus devozionale trasmesso da Santa Faustina Kowalska, la mistica polacca canonizzata da San Giovanni Paolo II nel 2000. La preghiera è estratta direttamente dal ‘Diario’ della Santa (n. 1570), scritto tra il 1934 e il 1938 su indicazione del suo confessore. Il testo rappresenta il nucleo teologico della devozione alla Divina Misericordia, focalizzandosi sull’impotenza umana di fronte al peccato e sull’assoluta necessità dell’intervento divino.
Dal punto di vista teologico, il testo si inserisce nella tradizione patristica della ‘fiducia’ (fidentia). Non è un mero elenco di richieste, ma un atto di affidamento totale: il credente riconosce la propria miseria non come una condanna, ma come il ‘luogo’ privilegiato dove Dio può manifestare la sua grandezza. Il riferimento al ‘Cuore Misericordioso’ come ‘porta aperta’ è un richiamo diretto all’immagine di Gesù che emerge dal suo costato, rappresentata nell’iconografia classica della Divina Misericordia con i raggi rosso e pallido.
Una curiosità storica significativa riguarda la genesi di questa preghiera: essa fu dettata in un periodo di profondi tumulti interiori e fisici per la Santa, che soffriva di tubercolosi. Nonostante la sua condizione di estrema fragilità, le parole trasmettono una forza universale, divenendo nel tempo un pilastro per la liturgia della domenica dedicata alla Divina Misericordia, istituita ufficialmente per tutta la Chiesa cattolica. La diffusione di questo testo ha segnato, nel XX secolo, uno dei più importanti ritorni del focus cattolico sulla centralità dell’amore misericordioso di Cristo rispetto al rigore punitivo del divino.




