La Parola nel Cuore e sulle Labbra: Origini e Profondità della Preghiera prima del Vangelo

Preghiera prima del Vangelo (Il Signore sia nel mio cuore e sulle mie labbra)

Il Signore sia nel mio cuore e sulle mie labbra,
perché io possa degnamente e meramente
proclamare il suo santo Vangelo.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

La preghiera che il diacono o il sacerdote pronuncia sottovoce prima di proclamare il Vangelo durante la liturgia eucaristica rappresenta uno dei momenti più intensi e carichi di significato spirituale dell’intera Messa. Conosciuta tradizionalmente attraverso le parole “Il Signore sia nel mio cuore e sulle mie labbra”, questa invocazione segna il passaggio cruciale dalla liturgia della Parola ordinaria alla proclamazione della Buona Novella per eccellenza, quella racchiusa nei quattro Vangeli canonici.

Da un punto di vista storico e liturgico, questo gesto affonda le sue radici nell’antichissima tradizione della Chiesa, ereditando la solennità con cui il popolo ebraico trattava la Torah. Nella forma straordinaria del rito romano, il celebrante compie un preciso gesto di umiltà, inchinandosi profondamente verso l’altare e recitando una formula simile (il *Munda cor meum*, “Pura il mio cuore e le mie labbra”), che riecheggia la purificazione del profeta Isaia ad opera del serafino con il carbone ardente. Nel rito ordinario post-conciliare, la formula si è semplificata ma ha mantenuto inalterata la sua potente valenza teologica.

Teologicamente, la preghiera evidenzia l’incapacità dell’uomo di proclamare degnamente la Parola di Dio senza un intervento della grazia divina. Il cuore rappresenta il centro della persona, la sede delle intenzioni e della fede interiore, mentre le labbra simboleggiano la testimonianza esteriore, la predicazione e la comunicazione agli altri. Chiedere che il Signore sia presente in entrambi significa riconoscere che il ministro non parla con autorità propria, ma si fa mero strumento della voce di Cristo. È una straordinaria curiosità liturgica notare come, mentre il diacono o il sacerdote prega, l’assemblea risponda tracciando tre piccoli segni di croce – sulla fronte, sulla bocca e sul petto – associandosi misticamente a questa stessa invocazione di purificazione e disponibilità all’ascolto.

Padre Bernardo
Padre Bernardo

Frate Minore Francescano, teologo e custode della tradizione liturgica. Dedica la sua vita alla preghiera contemplativa e allo studio delle vite dei Santi. Attraverso le sue riflessioni, guida i fedeli alla riscoperta delle radici più profonde della devozione cattolica e delle grandi suppliche della tradizione ecclesiale, unendo l'umiltà francescana al rigore dottrinale.